Sanca Veneta denuncia: «esclusi dal corteo anti-razzista di Treviso»

Il movimento indipendendista “Sanca Veneta” denuncia l’esclusione dalla lista dei partecipanti al “Corteo contro le Intolleranze” fissato per sabato 27 ottobre a Treviso. In una nota diramata oggi spiega di aver aderito l’appello, inviando una lettera agli organizzatori in cui si proponeva, oltre alla condanna di ogni razzismo, anche quella della «marginalizzazione della cultura veneta». A richiesta di pubblicare in lingua veneta la lettera (riportata integralmente qui sotto), «è seguito però il silenzio – conclude il comunicato – e ci siamo visti cancellare dall’elenco dei sottoscrittori».

«Cari, innanzitutto, vorremmo ringraziarvi di averci incluso fra le associazioni e realtà politiche a cui avete indirizzato il vostro invito. Come Sanca ci siamo sempre trovati in una posizione abbastanza scomoda: i temi che abbiamo scelto di trattare, ovvero la valorizzazione della cultura locale e l’autogoverno Veneto, hanno fin dall’inizio destato sospetto in alcune persone, che associavano erroneamente la nostra battaglia a posizioni conservatrici e xenofobe. Noi abbiamo sempre cercato di mostrare come questi temi, se autenticamente compresi, siano in verità una forza per l’inclusione, le chiavi di volta per costruire un Veneto nuovo, accogliente e inclusivo.
Crediamo che se una comunità è salda sui suoi piedi, se sa da dove viene e conosce il terreno su cui cammina, non ha difficoltà ad incontrarsi con culture e modi di vita nuovi ed è in grado di accogliere i nuovi arrivati in un processo di mutuo arricchimento. Non è così per una comunità sradicata; essa è per sua natura insicura ed impaurita e non può serenamente confrontarsi con gli altri senza il timore di perdersi. Similmente, crediamo anche che quando si parli di appartenenza si possano prendere due strade. La prima è quella dell’identitarismo, dell’appartenenza a una comunità definita dall’alto secondo canoni astratti. Questa, ci pare, è la posizione che fino ad oggi è stata portata avanti da forze politiche come la Lega le quali si sono trincerate dietro un astratta difesa di non meglio definiti valori veneti, facendo pochissimo per valorizzare realmente la lingua e la cultura locale ma utilizzandoli come un muro per escludere i nuovi cittadini. La seconda strada, quella che da sempre cerchiamo di percorrere, è quella delle radici e del radicamento, di una cultura veneta promossa e vissuta, che nell’essere accessibile a tutti diventa strumento di ricucitura delle comunità, l’inizio di un cammino comune.
Nell’imboccare questa seconda strada però ci siamo scontrati con un ostacolo inaspettato. Le istituzioni dello stato, nel nome dell’unità della nazione ed anche attraverso un certo modo di intendere la costituzione, fanno di tutto per impedire alle comunità di adottare gli strumenti necessari a valorizzare la propria cultura e condividerla con tutti i cittadini. L’accesso alla scuola per l’insegnamento della lingua locale e per l’approfondimento di altri aspetti della cultura e della tradizione è quasi sempre precluso, le convenzioni europee su tali temi restano quasi sempre inapplicate, il supporto economico alle attività delle associazioni che si occupano degli stessi sono pressoché inesistenti. In altre parole, si assiste ad una costante e sistematica marginalizzazione della cultura locale che talvolta assume i caratteri neanche troppo celati di una discriminazione istituzionalizzata.
Nell’accettare il vostro invito vorremmo perciò farvi una proposta; vorremmo che nel “dare corpo e voce all’opposizione […] alla crescente ondata populista” sosteneste con noi una ferma condanna alla marginalizzazione della cultura veneta che da ormai troppo tempo affligge le nostre comunità, e che crediamo sia una delle cause fondamentali del cedimento delle “ragioni fondanti della nostra convivenza civile” di cui fate giustamente menzione. Vi invitiamo a sostenere, promuovere e difendere con noi la cultura e la lingua veneta e farne strumento per far rifiorire le nostre comunità, rendendole sempre più accoglienti, inclusive ed aperte al confronto con l’altro».

  

(ph: Facebook – Sanca Veneta)

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