Roma, il ritorno dell’ex sindaco Alemanno

Ex ministro berlusconiano, ex sindaco di Roma, troppo giovane per farsi da parte, reduce da una alleanza finita male con l’ex amico Storace, Gianni Alemanno (in foto) si è fatto crescere la barba, ha riunito un pugno di intellettuali di area centro destra e ha lanciato nei giorni scorsi da Frascati la sua sfida per una svolta “sovranista” . Alemanno ha avuto un suo ruolo e le sue opportunità, le sue occasioni, ora cerca di rientrare in gioco giocando una carta difficile. C’è ancora spazio per lui, ha un seguito sul quale giocare e una credibilità da spendere? L’esponente di una destra che ormai orfana è emigrata altrove ha chiesto ai “saggi” convocati nell’hotel ai Castelli di aiutarlo a redigere un manifesto e un libro-vangelo sul sovranismo, che nella sua interpretazione è «un orientamento politico che porta a ricostruire la sovranità nazionale e popolare, rendendola più importante delle decisioni degli organismi sovranazionali”. Altra cosa dal populismo? «Il populismo è una categoria più ampia, è la critica e il distacco tra l’èlite e la volontà popolare, fatto di manipolazione e carenze di comunicazione; il Sovranismo va oltre e spiega perché le èlite sono staccate dal popolo e sono diventate una community internazionale non più legate alla volontà popolare”, dice Alemanno in un’intervista, sottolineando il netto distacco con ogni riferimento al fascismo e al nazionalismo: «il sovranismo non deve essere confuso con xenofobia e volontà di chiusura», dice. Tra i relatori indicati al Seminario di Frascati intellettuali della destra come Gennaro Malgieri, Pietrangelo Buttafuoco, Marcello De Angelis, Aldo Di Lello, Salvatore Santangelo e Antonio Rapisarda; intellettuali anticonformisti come Diego Fusaro, Alessandro Meluzzi e Romina Raponi; docenti universitari, esponenti storici della destra come Silvano Moffa, Mario Landolfi, Pasquale Viespoli, Franco Bevilacqua e Domenico Nania.

Nuovo Corriere di Roma e del Lazio

(ph: Facebook – Gianni Alemanno)

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