Islanda, la premier: «Ue e Nato? No grazie»

«Ue e Nato? No grazie». A dirlo è Katrin Jakobsdottir, primo ministro dell’Islanda e leader del partito dei Verdi (in foto), intervistata da Martin Breum su EuObserver in occasione del primo anniversario dall’insediamento. L’Islanda aveva presentato domanda di adesione all’Ue nel 2009, salvo poi decidere di ritirarla unilateralmente nel 2015, al termine della grave crisi finanziaria. Attualmente, il Paese nordico fa parte dello Spazio economico europeo (EEA), insieme alla Norvegia e aderisce agli accordi di Schengen. «Il libero scambio con l’Ue – ammette la premier – è indubbiamente positivo per l’Islanda, e porta benefici al Paese», dove tuttavia a livello di welfare e tutela dei diritti «facciamo meglio rispetto a qualsiasi altro Paese del nord Europa».

«Sono critica nei confronti delle politiche economiche dell’Ue, senza delle vere regole centralizzate su tassazione e politiche fiscali», afferma. «La Banca centrale europea è diventata davvero forte senza essere democratica, con strategie economiche lontane dai cittadini e che hanno avuto come risultato lo sviluppo di divisioni interne». Rispetto all’alleanza atlantica, precisa: «noi Verdi siamo contrari alla permanenza dell’Islanda nella Nato, pur sapendo che il resto del Governo la sostiene. Siamo critici nei confronti di qualsiasi incremento della militarizzazione dell’alleanza», della quale l’Islanda è stata fondatrice nel 1949. «Il mio partito è a favore di soluzioni più pacifiche e non crediamo che la militarizzazione possa portare a qualcosa di buono».

(Ph. Truba7113 / Shutterstock)

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