Aim Vicenza, la Lega entra in “casa Vianello”

Il nuovo amministratore, Vivian, vuol dire Da Re, segretario veneto del partito salviniano. Il che porta a guardare a Treviso, in un triangolo “verde” con Verona

Nella nomina del leghista Gianfranco Vivian al timone di Aim, la multiservizi comunale di Vicenza, c’è un convitato di pietra. E sì: nel dibattito politico che ha visto l’opposizione di centrosinistra accusare il sindaco Francesco Rucco di aver né più né meno che lottizzato a favore della Lega, non è mai stato citato, vedi caso, il segretario nathional (veneto) della Lega, il trevigiano Toni Da Re. Basta fare due più due per capire che, se si sceglie come amministratore unico il tesoriere regionale del partito, è poco ma sicuro che chi guida il partito non solo, come minimo, ne è al corrente, ma ci ha messo pure la firma (politica). E non ci vuole il genio per intuire che Da Re spinga per le nozze fra Aim e la multiutility delle sue parti, Ascopiave, regina del gas nella Marca.

Una prospettiva che si deduce anche da quanto va dicendo pubblicamente da tempo Michele Croce, numero uno di quella Agsm veronese che guarda ad Ascopiave prioritariamente. La stessa Agsm con cui l’anno scorso si era arenata l’aggregazione con Aim, causa i rapporti interni di controllo societario. Con gli scaligeri da una parte, che premevano per un dominio assoluto forti come sono di una dimensione e volume preponderante sui vicentini. E con questi ultimi dall’altra, che approfittando della campagna elettorale e della successiva caduta dell’ex sindaco Flavio Tosi, hanno impaludato l’operazione. E’ chiaro come il sole, a meno di non pensare che ai vertici della Lega ci siano degli sprovveduti, che si sta profilando una strategia a livello regionale sulle utilities, imbastendo l’asse verde Treviso-Vicenza-Verona. Oggi il nuovo primo cittadino di centrodestra di Vicenza, Rucco, affida a Vivian il primo e immediato compito di arrivare all’intesa con la città di Romeo e Giulietta. Ma l’obiettivo finale é Treviso.

La vera domanda é: Vivian é l’uomo giusto? Facciamo finta che non sia un problema il suo passato giudiziario. E non ci riferiamo all’inchiesta per mafia (qui un articolo di Paolo Coltro dell’epoca) da cui uscì prosciolto – secondo quanto da lui stesso dichiarato, già in fase istruttoria. Piuttosto, il fatto che ormai parecchi anni fa abbia patteggiato per appropriazione indebita, un reato che non è esattamente il viatico ottimale per un commercialista (e infatti nel 2003, già allora leghistissimo e vicinissimo all’allora presidente della Provincia, Manuela Dal Lago, fu al centro di una dura querelle sull’opportunità di nominarlo revisore dei conti del Comune).

Concentriamoci invece sull’aspetto politico e personale: laureato, certo, come ha sottolineato il segretario vicentino Matteo Celebron (per la precisione alla Libera Università Mediterranea di Casamassima in provincia di Bari), e senz’altro con una serie di incarichi come revisore e nei collegi sindacali di società private e pubbliche (la già citata Provincia, l’Ater, l’università). Ma non un manager in senso stretto. Sostenere che in pratica fosse l’unico “tecnico” disponibile su piazza, addirittura giungendo a negare il peso della sua appartenenza partitica (come ha fatto, quasi come un’inconscia excusatio non petita, il sindaco Rucco, uscendosene inopinatamente così: «il legame con la Lega non mi interessa. Io guardo alle competenze e quelle di Gianfranco Vivian sono molteplici. Se poi uno ha la tessera di partito quella è una questione personale», Giornale di Vicenza, 27 ottobre), significa negare l’evidenza.

Pare insomma che a capo di Aim sia arrivato più l’uomo di fiducia di Da Re e della Lega, che non un semplice professionista. Legittimo e anche logico, sia chiaro. Che Rucco abbia o non abbia la tessera del Carroccio già prenotata, resta il fatto che il partito salviniano é oggi l’azionista forte e trainante nel centrodestra. Ne sa qualcosa il vicesindaco con delega alle partecipate Matteo Tosetto, di Forza Italia, che a quanto dicono i rumors sarebbe stato lasciato fuori dalla nomina di Vivian fino alla fine. Il problema tutto locale, su cui abbiamo già scritto di recente, é lo squilibrio fra i pesi elettorali della Lega e del listone civico rucchista, che ha fatto man bassa di voti (25%) ma è rimasto deluso, almeno finora, nel risiko di potere.

Se la tensione interna avrà un altro sussulto lo si vedrà quando sarà il turno di individuare gli amministratori delle sotto-società di Aim, a cominciare da quella in rosso, la Sit. A quanto sembra, la casella potrebbe essere occupata da una vecchia volpe democristiana come Ermanno Angonese, già sindaco di Mason Vicentino dal 1975 al 1991, ex direttore generale dell’Ulss 3 di Bassano dal 1995 al 2002, poi dell’Ulss 20 di Verona, poi dell’Ulss 1 di Belluno, poi dell’Ulss 3 di Bassano e infine dell’Ulss 4 di Vicenza. Ferratissimo senz’altro in ospedali, non si sa quanto sul trattamento dei rifiuti, ambito in cui opera la Sit. Non esattamente una ventata di cambiamento. Ma evidentemente circola molta “fiducia” nel centrodestra. Rucco ne mostra anche molta sulla situazione di obiettiva inopportunità che vede la società Pwc aver collaborato al piano industriale di Agsm, e sempre la stessa Pwc essere oggi chiamata ad un’altra, ennesima due diligence dei conti di Aim. Che dovrebbe fondersi con Agsm. Voglio credere che il loro lavoro sarà obiettivo, ha detto il sindaco. Che é come dire: speriamo…

Si spera anche che l’ultimo periodo pre-pensionamento di Dario Vianello, il direttore generale vero dominus dell’azienda, si incastri nei disegni leghisti. Vianello é infatti da sempre amico personale di Achille Variati. Un po’ come se Variati, l’ex sindaco ancora ben presente sui media, lo fosse tuttora, in spirito, nella sede della multiutility a San Biagio. Ora, anche se la lottizzazione é il procedimento a cui ricorrono indistintamente tutti, in Aim il passato sindaco di centrosinistra ha preferito il criterio delle vicinanze e rapporti di fiducia personali (com’è stato con Matteo Quero in Amcps, o lo stesso ex amministratore unico Paolo Colla – di cui in questi giorni si ricorda la morte avvenuta un anno fa – o il successore Umberto Lago). Ma questo perché era Variati, a predominare sul Pd. Fra Rucco e la Lega, la relazione sembra essere rovesciata. Ma non affonda il centrosinistra nel farne motivo di scandalo: di fatto, la Lega odierna é il partito egemone, se non unico, del centrodestra. Anzi, ormai della destra e basta.

(ph: blogsocial.tv)