Maltempo, Legambiente: «Italia impreparata a cambiamenti climatici»

15:40 – Secondo Legambiente i cambiamenti climatici hanno una loro influenza sull’aumento di fenomeni come quelli verificatisi in Italia negli ultimi giorni. Il problema è essere o meno preparati a questi eventi. «Dal Veneto alla Sicilia, dalla Liguria al Lazio, compresa l’isola di Ischia, sono tanti i territori colpiti in questi giorni e in queste ore dal maltempo con frane, esondazioni, trombe d’aria e tutto ciò che ne è conseguito – afferma Legambiente -. Da ultimo la strage di alberi nei boschi del Trentino, dell’Alto Adige, Veneto e Friuli e il maltempo che si è abbattuto sulla provincia di Palermodove si contano al momento dodici morti. Il clima sta cambiando, ormai è un dato di fatto, eppure l’Italia continua ad essere impreparata».

«L’urgenza è un piano nazionale di adattamento al clima e una normativa che fermi il consumo di suolo – prosegue Legambiente -, insieme ad un’intensa attività di prevenzione. Le città non possono essere lasciate da sole a fronteggiare impatti di questa dimensione dovuti in primis ai cambiamenti climatici, che amplificano gli effetti di frane e alluvioni e che stanno causando danni al territorio e alle città mettendo in pericolo la vita e la salute dei cittadini». «Abbiamo proposto già a partire dalla prossima finanziaria di prevedere un fondo di almeno 200 milioni di euro all’anno, per l’erogazione di finanziamenti da destinare ai Piani Clima da parte dei Comuni – aggiunge Giorgio Zampetti, (in foto) direttore generale di Legambiente – e a progetti di adattamento ai cambiamenti climatici, oltre le risorse necessarie per interventi di manutenzione, riqualificazione e riduzione del rischio, a partire dagli spazi pubblici e di allerta dei cittadini. Ma di tutto questo purtroppo nella nuova proposta di finanziaria non ve ne è traccia. Nonostante siano state messe in campo nuove politiche per la riduzione del rischio sul territorio – conclude Zampetti – con l’obiettivo di recuperare anni di ritardi negli interventi, purtroppo ancora oggi non se ne vedono i risultati».

(Ph: Facebook – Giorgio Zampetti)

 

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