«Bonifica Miteni, a pagare deve essere la proprietà»

Miteni spa, l’azienda di Trissino (Vicenza) al centro del caso Pfas in Veneto, ha spedito ieri il piano di bonifica dell’impianto al Comitato tecnico regionale formato da Regione, Provincia, Comune e Arpav. Tuttavia, Miteni ha fatto sapere che non intende accollarsi i costi, così come la proprietà, la multinazionale europea Icig. L’assessore regionale al lavoro, Elena Donazzan (in foto), non ci sta e annuncia battaglia: «Il caso Miteni – premette – è complesso per la tipologia di azienda, che ricade sotto normativa Seveso, per i temi ambientali e per la correlazione tra inquinamento Pfas e diretta responsabilità di Miteni che ancora manca visto che non c’è una sentenza».

«Tuttavia – aggiunge Donazzan, come riportato da Cristina Giacomuzzo sul Giornale di Vicenza a pagina 7 -, l’auto-fallimento che Miteni ha deciso d’improvviso e unilateralmente di avviare, quando è avviato con palazzo Balbi un tavolo delle trattative per l’occupazione, la considero personalmente una furbata. E non aggiungo altro. Questo cambia tutto. Scriverò al giudice fallimentare per chiedere di valutare la chiamata in concorso per la bonifica della capofila, la multinazionale Icig. Perché non è possibile che ci sia una responsabilità solo quando ci sono gli utili e non quando le cose vanno male».

(Ph. Elena Donazzan / Facebook)

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