Padova, Terra chiama Giordani: riporti la sua giunta alla realtà

Dalla qualità dell’aria alla mobilità, passando per tram e centri sociali: urge iniezione di lungimiranza

Palazzo Moroni, sede delle massime istituzioni comunali, si sta lentamente staccando dal pianeta della realtà, divenendone progressivamente quasi un satellite e portandosi con se gli abitanti della maggioranza di centrosinistra, soprattutto quelli più in vista.

Il sindaco Sergio Giordani sull’onda dell’entusiasmo in virtù della fiera delle auto d’epoca, che in tre giorni ha attirato 120 mila persone, e soprattutto ora che la Fiera ha necessariamente bisogno di rilancio, annuncia grandi proclami ed invita ad investire nel progetto fieristico i grandi player. Obiettivo sfidante ed ambizioso, ma in questi tre giorni proprio per la fiera delle auto, Padova ha dovuto sopportare i disagi di non riuscire a contenere i problemi legati a un evento del genere: quali la mancanza di un afflusso ordinato, che ha causato un traffico impazzito, complicato dal meteo sfavorevole e dallo sciopero dei bus.

Considerato proprio quest’ultimo aspetto, non può passare in secondo piano l’approccio futurista del vicesindaco Lorenzoni, titolare alla mobilità: poche le parole spese anche solo per far vedere di avere la percezione del problema, mentre molte pagine sono state scritte e lette sulla seconda linea del tram, argomento ormai trito e ritrito, per cui ad oggi non c’è alcuna certezza ed è stato oggetto anche di un’interrogazione parlamentare, in cui vengono palesate molte ombre.

Lorenzoni preferisce guardare al futuro lontano anni luce, riesumando il vecchio progetto di sfruttamento delle linee ferroviarie per una metro di superficie oppure il people mover, la mobilità tramite shuttle, per il nuovo ospedale. Ma pure gli altri abitanti si stanno facendo trascinare da questo progressivo distacco. Per la qualità sempre pessima dell’aria di Padova, ulteriormente precipitata in classifica, le misure sono sempre più timide, tanto che è meglio affidarsi a Giove Pluvio.

E che dire poi della polemica nata attorno alle consulte di quartiere, per cui in presenza di numerose falle regolamentari sulla nomina dei membri, il presidente del consiglio si è affidato ad una discriminante non scritta nel regolamento approvato? Oppure dell’assessore al sociale Marta Nalin, che da un lato presenta un piano per i più bisognosi da 1,3 milioni e dall’altro contesta in maniera aperta gli sfratti, si schiera apertamente all’occupazione delle case e da ultimo ha cominciato, trascinando il sindaco, una battaglia contro l’uomo verde, che siede al Viminale? O infine, ma ci sarebbero moltissimi altri esempi, di alcuni consiglieri di sinistra della maggioranza che sostengono in maniera aperta la critica dei centri sociali al prefetto, reo di aver emesso dei fogli di via emessi per chi ha partecipato in maniera attiva agli scontri con la polizia?

Alcuni esempi di vita amministrativa distante anni luce dalla realtà quotidiana, che indicano una mancanza di agenda politica e lungimiranza: negli ultimi mesi i cittadini hanno sentito parlare di poca realtà, ma di molta, ma molta teoria. Un viandante, magari appassionato di astronomia, che avesse posto la propria dimora a Padova si troverebbe di fronte a questi temi di vita cittadina e molto probabilmente rimarrebbe solo per vedere se e come si completerebbe il distacco completo del satellite Palazzo Moroni: forse sarebbe consigliato ai comandanti della nave spaziale di correggere la rotta, tornare nel pianeta Terra e scendere nella vita quotidiana della gente, fatta anche di piccole, ma tangibili e concreti provvedimenti. Dovesse perdersi il contatto in maniera definitiva il satellite sarebbe facile preda di un buco nero…

(ph: Facebook – Arturo Lorenzoni)

Tags: , , ,

Leggi anche questo