«Commissione inchiesta banche, banalizzato lavoro importante»

«Un lavoro e un percorso importante e di qualità sono stati banalizzati ed è stato mortificato anche il lavoro di chi ha preparato la relazione o, meglio, la bozza che la Commissione doveva esaminare. Ma non solo, è stata commessa anche una grave scorrettezza politico-istituzionale: com’è possibile leggere e analizzare un documento di oltre 280 pagine su un tema tanto delicato nell’arco di tre giorni e approvarlo durante la pausa dei lavori del Consiglio regionale? Per scrivere la relazione ci sono voluti quattro mesi, perché lasciare ai commissari 72 ore per capire bene cosa c’è scritto? Come mai questa fretta?». Claudio Sinigaglia (in foto), rappresentante del Partito Democratico nella Commissione speciale di inchiesta sulle banche, contesta in una nota la tempistica dei lavori, conclusi lunedì scorso. «Era necessario capire con esattezza cosa è successo con Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, avere un quadro il più chiaro possibile delle responsabilità. Invece è stata data una interpretazione limitata a una lettura parziale e superficiale dei dati e della conoscenza acquisita in una improvvisata conferenza stampa».

«In realtà – prosegue Sinigaglia – nella relazione ci sono tanti altri temi fondamentali che richiamano le responsabilità di Veneto Banca e della BPVI, dalle baciate alle scavalcate ai finanziamenti patrimoniali, e il quadro che emerge è pesantissimo e dice quanto siano stati truffati imprese e cittadini. Inoltre ci si poteva soffermare anche su altri aspetti di cui avevamo discusso nella Commissione: sul ristoro dei truffati, sul rapporto con Banca Intesa e con la Sga (Società per la gestione di attività). La presidente Negro e il vice Guadagnini tacciono su tutto questo e scaricano ogni responsabilità sugli organi di vigilanza. Sicuramente ci sono, come è stato rilevato anche nei lavori della Commissione nazionale, ma non solo. Anzi sono convinto che altrove siano maggiori e per questo non mi riconosco affatto nell’interpretazione data alla relazione da alcuni commissari».

(Ph. Claudio Sinigaglia / Facebook)

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