“Grandi opere” (anche venete) figlie di una legge killer. Abrogata ma recidiva

La Lega politicamente corresponsabile della cementificazione. È “l’Italia del fare”, che fa danni all’ambiente

Duecentomila morti dall’Unità d’Italia a oggi a causa di terremoti alluvioni, con spesa media di 7 miliardi all’anno dal dopoguerra ad oggi per ricostruzioni e risarcimenti. Condoni, cemento dappertutto e normative suicide. Tra il 1990 e il 2005 sono stati divorati 3,5 milioni di ettari, ovvero l’equivalente di Lazio e Abruzzo messi insieme, e la Liguria nello stesso periodo si è mangiato mezzo territorio.

Dal 1950 al 2000 la superficie urbanizzata in Veneto è aumentata del 324% rispetto al 1950. Tornano in mente le parole del poeta Andrea Zanzotto: «dove una volta c’erano le campagne, le coltivazioni, oggi è una distesa di capannoni, di nuove case. Sono cambiati i colori, i profumi. Però mi sembra che qualcosa di questo nuovo modello non funzioni».

Viaggiando per il Veneto si vedono ovunque cartelli “vendesi”. Sono in vendita i capannoni , i palazzi appena costruiti. Allora mi chiedo dove porterà questa voglia di continuare a costruire. La Lega che oggi lancia strali contro l’ambientalismo da salotto è quella che ha concorso ad approvare una delle leggi killer per la cementificazione del territorio: la chiamavano, i governanti di centrodestra che con Berlusconi premier l’approvarono, leghisti compresi, “Legge obiettivo”. La denominazione è “Legge 21 dicembre 2001 n. 443 – Delega al governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive”, delega attuata con un regolamento attuativo del 2002 ( Dlgs 190). Tratti fondamentali di questa legge era che tutto quanto era oggetto di intesa tra Regione e Stato diventava strategico.

Nasce anche la figura del commissario straordinario che fa tutto quello che vuole per realizzare l’opera e il caso Pedemontana veneta ne è un esempio eclatante. Inutile richiamare l’orrore di una valutazione di impatto ambientale fatto sul primo livello di progettazione, è come se sottoponessi a visita per fare il vigile del fuoco un bambino di sette anni. Il colpaccio di questa legge di killeraggio ambientale, definita dal presidente di Anac «legge criminogena», si realizza nell’art 7 quando si parla di terre e rocce da scavo, e anche di galleri  che non costituiscono più rifiuti e sono perciò escluse dall’applicazione delle norme sui rifiuti, anche quando sono contaminate durante il ciclo produttivo da sostanze inquinanti derivanti dalle attività di escavazione, perforazione e costruzione. Norma bocciata duramente dalla Corte di Giustizia nel dicembre del 2007.

Intanto 6 anni pieni di operatività della Legge Obiettivo aveva fatto guadagnare un bel po’ di soldi trasformando i rifiuti come le terre da scavo ed evitando a molti industriali di essere condannati. Nel 2006 il centrosinistra vince le elezioni con un programma nel quale si impegnava esplicitamente anche a superarla. Nei due anni del governo Prodi (2006-2008) non arriva nessuna modifica delle norme speciali. Il suo ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro non riuscì a presentare nemmeno un progetto di legge sull’argomento.

Nel 2016 è stato approvato il nuovo Codice Appalti che ha abrogato la Legge Obiettivo. Quattro mesi dop l’Ufficio Legislativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti presieduto da Graziano Delrio (Pd) chiede parere all’Autorità in ordine al regime transitorio applicabile agli interventi relativi alle infrastrutture strategiche, oggetto dell’abrogata legge obiettivo e ora disciplinati dal nuovo codice degli appalti. La richiesta di parere riguarda, in particolare, le opere infrastrutturali, la cui procedura di Via sia iniziata prima dell’entrata in vigore del nuovo codice. Anac risponde dicendo che i progetti preliminari e definitivi vadano approvati secondo la disciplina della vecchia legge in tutti i casi in cui la procedura di Via sia già stata già avviata.

Valdastico Nord, attraversamento di Vicenza alta velocità e Nodo di Verona, benché nessuna procedura di Via fosse in essere, vengono comunque sottoposte come procedura alle scandalose norme della Legge Obiettivo. Lega, Forza Italia, Partito Democratico (la cosiddetta “Italia del fare” affetta da negazionismo per quanto riguarda gli effetti del riscaldamento globale) privilegiano le grandi opere a svantaggio di fatto della manutenzione del territorio. E siamo arrivati dove siamo arrivati.

(ph: Facebook – Luca Zaia)

Tags: , ,

Leggi anche questo