La Stampa, inchiesta su Ieg. Rimini: «ricostruzione sconcertante»

Inchiesta bomba del quotidiano “La Stampa” su Italian Exhibition Group (Ieg), la società nata dalla fusione tra le fiere di Rimini e Vicenza. L’articolo uscito ieri, a firma di Luca Fornovo e Gianluca Paolucci, getta ombre sulla «allegra gestione» societaria, a partire dall’assegnazione della progettazione dei nuovi poli fieristici, entrambi affidati all’architetto tedesco Velkving Marg, dello Studio GMP. Una decisione che, stando a una fonte interna citata dal giornale di Torino, sarebbe stata presa in autonomia dal presidente Lorenzo Cagnoni, senza passare dal cda. Il servizio si concentra poi su «una procedura di acquisti alquanto anomala»: su 12.200 ordini complessivi, il 70% delle fatture sarebbe precedente a quella dell’ordine e inoltre i fornitori sarebbero sempre gli stessi, scelti «spesso in via informale». Senza parlare delle commesse assegnate in famiglia: «dalla responsabile del brand del gruppo che ha dato una consulenza al fratello», alla responsabile business in Italia «che ha scelto l’agenzia del marito» per valutare il gradimento dei prodotti, fino alla «responsabile risorse umane che ha il marito che, con la sua agenzia, è consulente per la comunicazione del gruppo». Infine, il capitolo debiti detenuti dalla holding che controlla Ieg: sempre secondo quanto riporta La Stampa, ammonterebbero a 209 milioni al 31 dicembre 2017, dei quali 120,9 sono debiti bancari. Principale creditore è Unicredit, che a garanzia ha acquisito il 42,5% della quota Ieg di Rimini Congressi srl, che detiene il 65% del capitale della società fieristica ed è controllata a sua volta da Rimini Holding, che fa capo alla Istituzione Musica Teatro Eventi, società del Comune di Rimini.

Al momento, Ieg non ha risposto in via ufficiale, ma l’amministratore delegato Ugo Ravanelli (in foto) ha indirizzato una nota interna ai dipendenti del gruppo, definendo «sconcertante», «faziosa» e «piena di inesattezze» la ricostruzione del giornale. In merito agli ampliamenti dei quartieri fieristici di Rimini e Vicenza, precisa l’ad, «l’affidamento dell’incarico è stato effettuato dopo una approfondita valutazione di opportunità da parte dei tecnici», conclusa con una relazione dello scorso febbraio alla quale «sono seguiti ulteriori approfondimenti che hanno portato alla sottoscrizione dei contratti» in data 14 maggio, informando il cda il 3 luglio. Per quanto riguarda gli ordini ai fornitori, la nota sottolinea che «la struttura del ciclo passivo prevede che alcuni flussi portino a definire l’ordine immediatamente a ridosso della fattura» del fornitore. «Per ridurre ulteriormente questo fenomeno», aggiunge Ravanelli, Ieg ha individuato «un nuovo software che potrà divenire operativo a breve e che si sovrappone alle procedure operative già definite (in questi ultimi mesi abbiamo rimesso in linea un ritardo accumulato a seguito della integrazione tra i nostri due poli fieristici)». Sul capitolo “parentopoli”, l’ad puntualizza che le segnalazioni ricevute dall’Organismo di Vigilanza «hanno riguardato 8 situazioni quasi tutte frutto di auto-segnalazione ed alcune già evidenziate in passato». La vigilanza ha attivato un’istruttoria e prodotto una relazione a beneficio del cda, concludendo che non sono state accertate violazioni. A proposito dei debiti, la posizione finanziaria netta della società ammonta a «circa 35 milioni di euro»: i 209 milioni riportati nell’articolo sono «la somma aritmetica delle passività non correnti e correnti del bilancio consolidato, che nulla ha a che vedere con il concetto di “debito”».

(Ph. Italian Exhibition Group)

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