Fiera Padova, Giordani pensi da imprenditore

Il sindaco di centrosinistra faccia in fretta. O contribuirà a mettere a rischio gli eventi

La Fiera di Padova rappresenta uno dei principali poli attrattivi per la città tanto che, proprio grazie anche agli eventi organizzati in via Tommaseo, a fine 2018 è previsto un aumento di presenze turistiche pari al 9%. Se a questo associamo che nel giugno scorso, dopo aver cacciato i “morosi francesi”, la proprietà – soprattutto dei marchi delle grandi rassegne, tra gli altri “Auto e Moto d’Epoca”, “Flormart” e “Casa su Misura” – è tornata pubblica con soci Camera di Commercio, Comune di Padova ed una piccola quota alla Provincia, la situazione potrebbe definirsi ottimale, specie considerando che Padova ha un sindaco non solo “civico“, ma con un background imprenditoriale. Purtroppo però il diavolo ci ha messo lo zampino ed ogni la situazione è abbastanza ingarbugliata. Ormai è praticamente consolidato che la visione pubblica di un ente fieristico sia obsoleta, ed infatti la gestione è affidata alla società privata Geo, che a giugno ha ottenuto una concessione di altri sei mesi con scadenza il prossimo 12 gennaio.

Ad oggi con la proprietà pubblica sarebbe necessario un bando, di cui al momento non c’è nemmeno l’ombra: tale aspetto getta nell’incertezza proprio Geo, che potrebbe anche vedersi prorogata la gestione, ma solamente per “gravi motivi” (difficile pensare che la gara non sia stata bandita per gravi motivi), ma soprattutto per appena sei mesi. Proprio tale incertezza, che chiaramente si ripercuote nell’organizzazione degli eventi, ha fatto sbottare il presidente di Geo, Olivi, che, oltre a mettere in dubbio anche il bando stesso ritenendo di aver acquistato direttamente il tutto dai francesi, fa paventare la possibilità di fare le valigie ed andarsene. Abbastanza criptiche le parole provenienti dalla parte pubblica. Pirazzini dichiara: «ci hanno scritto che possono andarsene, valuteremo il da farsi. Il vero valore, ovvero i marchi, è in mano pubblico e bisogna fare una gara». Al di là delle beghe legali è da notare il silenzio assordante del sindaco Giordani, che non più di un mese fa sbandierava di essere alla ricerca di un player internazionale, ma allo stesso tempo considerava la stessa Geo una risorsa importante.

La realtà di oggi fa sembrare questo braccio di ferro un siparietto abbastanza stucchevole e dannoso. Il tempo stringe: una fiera ha bisogno di un tempo abbastanza lungo per una programmazione decente. Purtroppo Palazzo Moroni ci sta fornendo il solito menu, fatto di grandi proclami cui segue un silenzio inquietante. Per carità può anche funzionare quando si tratta di cavalcare l’onda dell’entusiasmo come nel caso dei grandi concerti estivi, quando si è promessa l’arena degli spettacoli, ma sulla questione Fiera servirebbe maggiore chiarezza, perché rappresenta il fiore all’occhiello per la città: perdere i grandi eventi sarebbe uno smacco non da poco. Giordani chiarisca e faccia sapere se quel player esiste o sia un bluff per allontanare Geo. In poche parole, pensi più da imprenditore, che da sindaco.

(ph: Facebook – PadovaFiere)

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