Autovelox «immorale», Cicero sta coi trasgressori?

Non c’è niente di male se il Comune di Vicenza crea entrate moderando la velocità delle auto. Piuttosto che aumentare le tasse. E fregarsene della sicurezza

Nella giunta di centrodestra di Vicenza c’è stata maretta. Questione della discordia: il Comune ha deciso di installare un autovelox nel viale che dal Villaggio del Sole porta al casello di Vicenza ovest. Di corredo, sarebbero state messe a bilancio preventivo le somme che nel 2019 dovrebbero entrare dalle infrazioni registrate dall’apparecchio. L’assessore alla mobilità Claudio Cicero pare abbia preso cappello, parlando di vessazioni per i cittadini e definendo la previsione di introito per le casse comunali addirittura immorale.

I bilanci dei Comuni sono sempre in sofferenza per scarsità di entrate. Si potrebbero, certo, aumentare le tasse e allora tutti emetterebbero alti lai. Se c’è la possibilità di avere delle entrate, ottenendo nel contempo una moderazione nella velocità degli autoveicoli con conseguente maggior sicurezza e minor inquinamento, venga pure la decisione. Troverei un po’ piratesco se l’apparecchio fosse nascosto e nessuno sapesse della sia installazione. Quando la cosa è, invece, risaputa, mi sembra decisione utile e giusta. Mi sorprende questa presa di posizione dell’assessore Cicero che si allinea alle tasche dei trasgressori e non al legittimo diritto di maggior sicurezza sulle strade. Che poi il Comune, che conosce bene la normale trasgressività degli automobilisti, faccia le sue stime di entrate, non lo trovo scandaloso, ma indice di realismo.

Già che siamo in argomento, vedrei bene un autovelox anche in Corso san Felice, viale Verona e viale San Lazzaro, dove le vetture, non tutte per fortuna, sfrecciano a velocità eccessiva per la situazione viabilistica. In Corso san Felice, può capitare ad esempio che chi vada in bici possa essere pericolosamente sfiorato dallo specchietto retrovisore di auto che sfrecciano a tutta birra. Non è solo questione di soldi: è politicamente morale, diciamo così, pensare prima di tutto all’integrità fisica dei cittadini.