Padova, il “manifesto Liccardo” e la partecipazione alla prova

La riqualificazione di piazzale Boschetti come cartina di tornasole della linea popolare della giunta Giordani (e del vicesindaco Lorenzoni)

Una delle parole più usate da parte della giunta Giordani è partecipazione, intesa come condivisione delle scelte per il Bene Comune. Talché il vicesindaco Arturo Lorenzoni ha pensato di mettere in campo i mediatori urbani per far capire ai cittadini più riottosi l’importanza di certe scelte. E’ in quest’ottica partecipativa che nei giorni scorsi Mario Liccardo, storica voce critica della società civile patavina, da “senatore civico” ha detto la sua sulla riqualificazione dell’ex autostazione dei pullman di Piazzale Boschetti, che, con il progetto di Lorenzo Attolico, si trasformerà in un avveniristico Parco denominato Tito Livio.

In quell’area si trovano due veri e propri ruderi, sede della vecchia Sita, impossibili da abbattere in quanto vincolati dalla soprintendenza perché storici. Anzi, in stile Liberty, benché non si sa bene cosa ci sia o sia rimasto di liberty. A quel che si sa, pare che siano state vincolate proprio perché non si potesse erigere il nuovo auditorium. Riqualificare quegli scheletri potrebbe servire al Comune come permuta da offrire ai proprietari di terreni edificabili situati adiacenti al Parco Iris, che verrà mutilato per fare spazio al nuovo tram. L’idea lanciata da Liccardo é richiedere lo svincolo su quelle palazzine, che é molto opinabile pensare di trasformare in residenze di lusso, in maniera tale che senza di esse il Parco possa avere un ampio respiro e non esserne così offuscato.

La proposta é supportata dall’associazione di riferimento del sindaco Giordani, AmoPadova, che vanta quattro consiglieri eletti, e sta incontrando il parere favorevole di nomi noti e di quei cittadini padovani che non hanno mai ben digerito che quelle palazzine siano rimaste in piedi una volta dismessa l’area. La strada per una buona riuscita dello svincolo appare però in salita, non tanto perché già cinque anni fa ad un’analoga richiesta fu dato il diniego, ma proprio per quella carta chiamata permuta, che Lorenzoni ha in mente di giocarsi per il tram. Un’ampia adesione al “manifesto Liccardo” metterebbe in crisi proprio il vicesindaco: come potrebbe negare l’ascolto ad una richiesta che viene dal basso, proprio lui? E più in generale, come potrebbe mettersi di traverso Coalizione Civica di fronte ad una possibilità di non vedere del cemento su un’are verde?!

I padovani potrebbero vedere così respinta una istanza civica, magari con l’aiuto dei famosi mediatori urbani. Mal che vada, sarà stata comunque un esempio di partecipazione. O meglio, di un tentativo di partecipazione.

(ph: per gentile concessione di Mario Liccardo)

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