Veneto, M5S perde un pezzo: Bartelle lascia

La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Patrizia Bartelle ha annunciato ieri che lascerà il gruppo consiliare. «Purtroppo per stare seduti sulle sedie di governo – ha scritto la Bartelle in un comunicato pubblicato sulla sua pagina Facebook – i 5 stelle in parlamento hanno dato il via libera ad un aumento degli inquinanti, pericolosi per la salute , sui terreni agricoli che forniranno le carote e le zucchine che mangeremo noi ed i nostri figli. Come potrei proseguire a percorrere la stessa strada imboccata dal M5S? Mi sentirei di tradire gli elettori polesani che mi hanno affidato un mandato chiaro eleggendomi in consiglio regionale:difendere il Polesine dall’evidente impoverimento conseguente alle politiche dalla Lega, difendere la sanità pubblica dalla progressiva privatizzazione, difendere l’ambiente di questo territorio dalle continue devastazioni e dagli sfregi che vengono arrecati alle sostanze vitali, a quello che conta davvero: la terra, l’acqua, l’aria».

«In questi anni – prosegue la nota della Bartelle – ho condotto una battaglia dura e coerente contro la visione della Lega, contro una visione che considera il Polesine terra di conquista e sfruttamento, che considera i cittadini come soggetti da illudere con false promesse per arraffare i loro voti, che considera la sanità e le opere pubbliche come vantaggi per allettare i gruppi imprenditoriali e sociali di riferimento. In questa battaglia ho scoperto di essere da sola:
Non una volta i miei quattro colleghi in consiglio regionale mi hanno sostenuto nelle battaglie più importanti. Non una volta hanno davvero rischiato di esporsi fino in fondo in difesa dei cittadini. In questi anni la politica del M5s regionale è sempre stata quella del bilancino, del soppesare attentamente quello che poteva rendere di più in termini di presenza sui giornali, in termini di consenso nei sondaggi, in termini di acquiescenza ai voleri della nomenclatura nazionale (Di Maio, Casaleggio e soci, per essere esplicita). Sento che non è più possibile continuare in questo modo; la disciplina e l’onore a cui sono chiamati tutti gli eletti, secondo l’art. 54 della Costituzione, mi chiedono di essere fedele al mandato dei cittadini che mi hanno eletto, e il rispetto totale dei principi che ci hanno ispirato. Quindi è con orgoglio – ha concluso a consigliera regionale – che segnalo la mia diversità uscendo dal gruppo consigliare e dal Movimento 5 Stelle».

T.D.B.

(ph: Regione Veneto)