Rifiuti pericolosi, Zaia: «Arpav sapeva, Cosmo diffidata da 2 anni»

La giunta regionale veneta guidata dal presidente Luca Zaia interviene in un comunicato sulla questione dei rifiuti pericolosi trovati a Paese, nel Trevigiano e a Noale nel Veneziano, ritenendo che alcune informazioni date dai giornali siano una  «maldestra e falsa rappresentazione e ricostruzione delle procedure amministrative succedutesi nel tempo. L’informazione che ne risulta – si legge nella nota nella Regione – anche per la totale assenza di verifiche, non è soltanto gravemente errata ma si riverbera ingiustamente a danno dell’Amministrazione regionale». La Regione sottolinea che era a conoscenza della discarica di Paese e che aveva inviato diverse diffide, mai ottemperate. «Le oltre 200.000 tonnellate di materiale appena sequestrato – aggiunge il comunicato della giunta – risultano essere state depositate indebitamente dalla ditta nel corso degli ultimi anni in una cava tuttora in esercizio la cui autorizzazione regionale alla coltivazione è rilasciata in capo a soggetto terzo. Detto deposito, fin dal 2016 è stato oggetto di diffide alla rimozione da parte della Regione». Inoltre, spiega il comunicato, il comitato Via non ha rilasciato autorizzazioni alla ditta Cosmo per trattare l’amianto nel suo impianto di Noale. «Ha emesso invece- precisa la Regione – a seguito di approfondito esame che ha coinvolto, per gli aspetti ambientali ed igienico sanitari, sia Arpav che l’Asl competente per territorio, un parere di non assoggettamento a Via dell’istanza, con numerose e pesantissime prescrizioni da osservarsi obbligatoriamente dalla ditta nel caso in cui intendesse chiedere l’autorizzazione a selezionare provvisoriamente (cioè soltanto per un periodo limitato) i 5.000 mc di rifiuti, già oggetto di sequestro preventivo e gravati da ordine sindacale di rimozione».

La Regione fa sapere inoltre di aver sospeso una procedura di verifica di assoggettabilità a Valutazione ambientale strategica in seguito alla richiesta del sindaco di Paese di variare lo strumento urbanistico, per «perplessità legate alla sostenibilità ambientale della richiesta stessa ed in ragione di una serie di dubbi appalesati dall’Arpav non tanto sui tre cumuli contenenti amianto, di cui si è detto, ma sulla probabile cessione di sostanze inquinanti nelle matrici ambientali, sottostanti il deposito, dell’ingente materiale da tempo indebitamente depositato nella cava dalla ditta Cosmo». Infine una precisazione sull’eventuale responsabilità dell’assessore regionale all’ambiente. «Il Comitato regionale Via – spiega ancora la Regione – è un organismo eminentemente tecnico di cui non fa parte alcun membro appartenente alla Giunta regionale, ragione per la quale non si vede come possa essere coinvolto l’Assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin. Il comitato regionale Via si esprime sulla compatibilità ambientale di opere o progetti (procedura di Via ordinaria) e, come nel caso citato da alcuni giornali trevigiani, verifica se la modifica a un impianto, già in possesso delle autorizzazioni debba, a sua volta, essere assoggettata a nuova procedura ordinaria di Via, in ragione di effetti ambientali eventualmente correlati alla stessa modifica proposta».

T.D.B.

Tags: , , ,

Leggi anche questo