Adriatico inquinato, Italia e Croazia insieme per “pescare” rifiuti

19:49 – 70 pescherecci in 9 porti dell’Adriatico tra Italia e Croazia per la pulizia dei fondali marini dai rifiuti. E’ questo il progetto “Marine Litter – Repair” presentato oggi a Bruxelles da Tomaso Fortibuoni, ricercatore dell’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale, coordinato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia e con la collaborazione di altri sei partner, ISPRA a Chioggia, le Cooperative M.A.R.E. di Cattolica e Limosa di Venezia, l’Istituto di Oceanografia e Pesca di Spalato, l’Associazione Sunce di Spalato, e l’Istituto RERA per lo sviluppo della contea di Spalato e Dalmazia.

«C’è un vuoto normativo non solo in Italia ma anche negli altri Paesi che si affacciano sull’Adriatico, non si sa come classificare il rifiuto pescato in mare, se si tratti di un rifiuto urbano o speciale – ha spiegato Fortibuoni -. E se i rifiuti marini vengono considerati come “speciali” il pescatore che li riporta a terra ne risulta il produttore e quindi deve assumersi la responsabilità, anche penale, del corretto smaltimento». Proprio per non rischiare sanzioni, i pescatori spesso rigettano in mare tutto quello che si impiglia nelle reti che non sia pesce. Nei primi sei mesi di attività del progetto sono state raccolte circa 30 tonnellate di reti dismesse e rifiuti marini. A Chioggia i rifiuti “pescati” a giugno e luglio scorsi sono risultati essere per il 67% plastica, 17% tessile e 8% gomma. (a.mat.)

(Fonte: Ansa – 18:49)