The Spectator: «Italia, incubo sanguinoso. Scontro con Ue farà finire Euro»

Non ci va giù leggero Nicholas Farrell nel suo editoriale pubblicato sul magazine britannico The Spectator. Non sembra essere la Brexit a preoccuparlo, la definisce solo «un mal di testa». Il vero «incubo sanguinoso» è lo scontro tra Italia e commissione europea che «rischia di causare la fine dell’Euro». Il giornalista inglese si schiera apertamente con Roma: «nel tentativo di cercare di allontanarsi dall’austerità, il governo italiano ha proposto un bilancio che va oltre le normative dell’UE sugli importi della spesa pubblica e del debito. Non c’è niente di particolarmente Corbynista, o anche venezuelano, in questa manovra. Il piano è di portare il deficit a un misero 2,4 per cento del PIL. Questo, tra l’altro, consentirebbe all’Italia per la prima volta di fornire un sussidio economico ai cittadini che non trovano lavoro».

Farrell sottolinea come da quanto il governo Conte è in carica, l’Ue non gli abbia tolto il fiato sul collo neanche un secondo. «È un segno straordinario di quanta sovranità gli Stati membri dell’UE, specialmente quelli della zona euro, abbiano ceduto all’UE non eletta». Il giornalista è convinto che, se lo scontro tra Italia e Commissione dovesse finire male, il nostro Paese non farà la fine della Grecia: «se l’Ue li spinge troppo lontano e anche se i mercati diventare troppo frenetici, gli italiani non crolleranno come hanno fatto i greci. Lanceranno invece il “Piano B”, una valuta parallela all’euro».

Farrell definisce la «ricetta per un disastro» la guerra tra Roma e Bruxelles unita ai pessimi dati dell’economia italiana ereditata dal governo attuale. Una situazione che non esita a definire «più grave della Brexit». Infine dà una stoccata a Juncker: «quando è uscito dalla sua cena con Conte, l’unica cosa degna di nota che ha detto – e l’ha detta in italiano – è stato “Ti amo Italia“. Ciò di cui l’Italia ha bisogno è un enorme colpo di adrenalina finanziaria, non le manifestazioni d’amore di un piccolo bon voyeur come Juncker». (a.mat.)

(ph: shutterstock)

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