«Veneti favorevoli alle grandi opere, venite in piazza a Verona»

Zanini (Comitato Infrastrutture Veneto) lancia l’appello per fare il bis di Torino: «Tav, asse Palermo-Berlino, Pedemontana, Mose: le risorse si possono trovare»

Sì Tav (e sì alle grandi opere) a Verona come a Torino? E’ la sfida del Comitato Infrastrutture Veneto nato la settimana scorsa, che oggi si riunisce nel capoluogo scaligero per pianificare una campagna su internet – con una petizione online su Change.org che punta alle 50 mila firme – che avrà il suo appuntamento-clou in piazza il prossimo 15 dicembre. Fra gli animatori c’é l’imprenditore Germano Zanini: 50 anni, presidente della Fourgreen Group (energie rinnovabili e risparmio energetico) di Finval (Finanziaria Valpantenza Lessinia: 90 aziende socie, investimenti sul territorio per facilitare l’accesso dei giovani al lavoro, fra le partecipazioni Radio Adige e Giornale Pantheon) e direttore di Verona Network, associazione nata nel 2014 sulla scia dell’Expo, che riunisce 61 realtà associative locali. In passato si é interessato anche di temi finanziari, anche con accenti critici, avendo presieduto “Banca Viva”, gruppo che radunava piccoli azionisti del Banco Popolare. Una sola esperienza politica da giovanissimo (assessore elle politiche giovanili a Grezzana per la Dc), ha fatto il candidato di bandiera per Scelta Civica nel 2013. «Nel 2011, quando nacque il governo Monti, si era a un passo dal default», ricorda Zanini, «oggi assolutamente no. Allora c’era disperazione, oggi preoccupazione: le imprese rinviano gli investimenti, anche per uno stato d’animo alimentato da componenti governative che mettono in dubbio le infrastrutture».

Puntate a imitare la manifestazione Sì Tav di Torino. Ma a Torino l’amministrazione grillina ha dichiarato il capoluogo piemontese “città No Tav”, mentre a Verona c’è una giunta di centrodestra favorevole alle grandi opere. Il contesto é diverso, non rischiate il flop?
Il contesto locale non conta, qui il punto é che i veneti vogliono le infrastrutture. Lo scenario politico non é poi così limpido, perciò serve far capire che l’alta velocità é indispensabile, e che la Pedemontana é importante. Le infrastrutture sono fon-da-men-ta-li, non un’opzione. Portano vantaggi incredibili.

Quali opere volete difendere, per l’esattezza?
La più importante é appunto la Tav, che rappresenta il segnale più importante. Ma poi c’é il completamento dell’asse ferroviario del Brennero, che é già stato firmato dal ministro Toninelli. E una volta che fai l’asse Palermo-Brennero-Berlino, non vuoi fare la Pedemontana? Importantissimo per dare credibilità al veneto é il Mose, e poi ci sono la Valdastico Nord, la Nogara-mare…

Permetta, se il no a tutto sembra pregiudiziale, che senso economico ha dire sì a tutto? Il principio dell’analisi costi-benefici è prettamente economico, ed dovrebbe suonare più che bene a un imprenditore.
Allora, partiamo dal presupposto che le infrastrutture vanno sempre viste sul lungo periodo. Si é sempre fatto così. Nell’analisi costi-benefici entrano in gioco esternalità ed elementi soggettivi, ed é stato coinvolto chi si è espresso a favore del trasporto su gomma anzichè su rotaia…

Veramente, ad esempio per l’analisi economica del progetto di Tav Verona-Padova commissionata dal governo, l’incarico é stato affidato al professor Marco Ponti, esperto indipendente di riconosciuto valore. Lo studio presenta un valore negativo per 1,835 miliardi di euro. Secondo voi invece dov’è la convenienza economica?
Ora la Tav va da Torino a Brescia: perché non dev’essere completata fino a Verona, e poi a Venezia? Certo, si troverà sempre qualche elemento che fa riflettere, ma prendiamo il Mose: é dal 1982 che se ne parla, e ora fai l’analisi costi-benefici?

Ricordiamo che di mezzo c’è stato lo scandalo di corruzione più grande della storia del Veneto.
Sì, ma non é che blocchi tutto per lo scandalo. Il Mose dev’essere finito.

Ma tornando al treno ad alta velocità in Veneto, come risponde alla stima di Ponti?
Rispondo che oggi avremo ospite il professor Giovanni Saccà, e in un video di quindici minuti vedremo esempi di tutto il mondo di alta velocità, realizzati anche da aziende primarie italiane. Se non lo facciamo e ci blocchiamo a un passo dal traguardo, diventiamo di serie B. Certe parti governative hanno una visione miope che é deleteria. Abbiamo invece l’opportunità di far diventare Verona un polo intermodale, intersezione fra la Palermo-Berlino e la Via della Seta, il che significa portare lavoro!, e dall’altra parte Venezia un porto mondiale.

Lei parla di essere vicini al traguardo. Sa quanto costa, secondo l’ultimo Def del governo, la tratta alta velocità Verona-Padova? 5214 milioni di euro. Sa quanti ne sono disponibili?
Guardi, il Veneto scenderà in piazza per mandare un messaggio molto chiaro al governo: la priorità deve essere investire sulle infrastrutture, cosa che questa manovra fatta a debito non fa.

Glielo dico io comunque quanti ce ne sono, di soldi reali per così dire, a disposizione per la Verona-Padova: 1514 milioni. Su 5214.
Il governo deve rimodulare la destinazione delle risorse. Fra l’altro qui rischiamo di perdere già soldi ogni mese per i costi aggiuntivi previsti se non si procede con la Torino-Lione. Secondo noi, comunque, si può realizzare la Verona-Venezia entro il 2024.

In base a quali dati?
Ci sono vari studi, a partire dal 1993 in poi. Il compito del governo é trovare le risorse, é fattibile.

A Milano il prossimo 13 dicembre è stata indetta da Confartigianato una manifestazione nazionale contro la manovra e per le grandi opere. Voi ne fate una tutta veneta, invece. Lei pensa che la Lega abbia tradito le ragioni del Nord produttivo, governando col M5S?
Ci saremo anche noi a Milano a dare il nostro supporto. Stanno sorgendo comitati anche a Genova e Milano. Per noi l’appuntamento é il 15 dicembre, in piazza a Verona.

Sì ma della Lega, che mi dice?
L’altro ieri sono stato con l’assessore regionale De Berti, e posso dirle che la Regione Veneto pensa che queste opere si devono fare. Si è detta stanca di sentire tutti questi comitati del no a tutto.

Di Maio ieri sera ha incontrato le maggiori associazioni di categoria venete proprio a Verona. Punta a disinnescare il malcontento, a quanto pare.
Sono tentativi da vecchia politica, ma noi non facciamo nessun passo indietro. Il nostro é un comitato apolitico e apartitico, ed è aperto a tutti coloro che condividono la battaglia per le infrastrutture. Che sono essenziali.

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