Maltempo, allarme uliveti: olio pugliese a picco

Le previsioni non sono mai state rosee. I dati diffusi dall’Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agrario) circa un mese fa, già annunciavano che la campagna 2018/19 produttiva di olio in Puglia sarebbe stata difficile per la scarsa quantità di prodotto disponibile. A pesare la naturale alternanza delle annate di “carica e scarica” e le cattive condizioni climatiche che dall’inverno in poi hanno provocato danni da gelo e favorito attacchi di patogeni. «Nel complesso la Puglia potrebbe arrivare a una produzione al di sotto delle 100 mila tonnellate, con un calo del 58%»  si leggeva nel rapporto, ma oggi, a conti fatti, il pronostico si è rivelato addirittura ottimistico. La realtà, infatti, denuncia Coldiretti Puglia, racconta un bilancio drammatico che è salito fino a punte del 65% dopo la tromba d’aria e i nubifragi che dai primi di novembre ad oggi hanno colpito principalmente le province di Brindisi, Taranto e Lecce, senza risparmiare Bari e Bat.

Qui, nella zona più importante della produzione italiana, secondo una nota diffusa dal consorzio nazionale Italia Olivicola, la riduzione sfiora il 90% rispetto allo scorso anno. Frantoi chiusi, oleifici cooperativi completamente inoperosi, prodotto che scarseggia e tante, troppe giornate lavorative andate in fumo. La raccolta, infatti, che solitamente a dicembre raggiunge il culmine, in alcune aree della Regione è da considerarsi già conclusa, almeno con due mesi di anticipo. «Un annus horribilis – lamentano gli olivicoltori, – decisamente peggiore del 2014, caratterizzato dalla presenza massiccia di mosca dell’olivo a cui, due anni dopo, ha fatto seguito un 2016 con una produzione tra le più basse degli ultimi decenni, ma comunque migliore rispetto a quella odierna». La colpa è delle anomale situazioni climatiche. Da marzo a novembre si sono abbattuti sulla Puglia 11 tornado e 30 nubifragi e bombe d’acqua. «Non bastavano le gelate che hanno colpito a febbraio e marzo le province di Bari, BAT e Foggia, e le grandinate violente dei mesi successivi, la Xylella a Lecce, e ora anche la straordinaria ondata di maltempo su Brindisi e Taranto – dice Angelo Corsetti, direttore di Coldiretti Puglia. – La stima del danno ormai è salita a 1 miliardo e 600 milioni di euro, perché al crollo produttivo in termini di olive e olio va sommata la perdita del patrimonio strutturale degli ulivi (sono quasi 7mila gli alberi anche secolari strappati dal vento, sradicati o spaccati in due, ndr). Per il ripristino del potenziale produttivo serviranno risorse ingenti e straordinarie».

«In questo contesto è necessario che il Piano Olivicolo Nazionale investa e punti su una regione che produce oltre il 50% dell’olio extravergine italiano, per potenziare una filiera olearia che in Puglia vale 750milioni di euro e che ancora nei primi 6 mesi del 2018 ha visto crescere le esportazioni del 2,1% per un valore di 66 milioni di euro – ribadisce Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. – Per questo abbiamo chiesto ai parlamentari pugliesi di fare pressing affinché, come avvenuto per la siccità 2017, vengano estese a tutte le colture, anche a quelle assicurabili, le misure previste dalla declaratoria di stato di calamità naturale. Chiediamo anche una stretta dei controlli in campagna contro i furti, perché sono state rubate le poche olive rimaste sugli alberi». In programma, annuncia Coldiretti, ci saranno azioni di mobilitazione a partire dalla prossima settimana per rivendicare interventi urgenti di bonifica e tutti i provvedimenti utili ad aiutare le imprese agricole pugliesi in grave crisi di liquidità. E poco consola il fatto che alla borsa merci di Bari il prezzo dell’olio extravergine sia volato oltre i 6 euro al chilo e si preveda un ulteriore aumento. Poco pro dotto, si sa, alza il prezzo sul mercato, ma non cambia la realtà: «l’olio è troppo acido, la qualità non è eccellente – spiegano gli esperti – neanche minimamente paragonabile a quella da record
del 2017».

Con in più una conseguenza da non sottovalutare che aggiungerebbe al danno la beffa. «La brusca diminuzione di olio extravergine pugliese – conclude il presidente Muraglia – potrebbe far crescere le importazioni di olio dall’estero. Se si vuole acquistare un “vero” olio extravergine 100% italiano bisogna fare attenzione ai prodotti venduti a meno di 7-8 euro al litro che non coprono neanche i costi di produzione. I tre elementi da tenere sempre d’occhio sono prezzo, anno di produzione e scadenza».

Alessandra Bianco per Cronache Nazionali

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