Vicenza, giusto multare chi siede su gradini del Chiericati. Parola di tesserato Pd

Rifiuti, canne, skateboard: in gioco l’immagine della città. Speriamo che il sindaco di centrodestra prosegua con le ordinanze

Il sindaco di centrodestra di Vicenza, Francesco Rucco, ha emesso un’ordinanza che vieta alle persone di sostare sui gradini del nostro maggior Museo, il Chiericati, ed anche sotto il porticato dello stesso. Detto così, sembrerebbe un gratuito atto d’imperio, ma ritengo la cosa vada letta in altro modo e cerco di spiegarlo.

Come fatto in sé, che gruppi di giovani siedano sui gradini del palazzo a chiacchierare e ridere come si fa alla loro età, mi sembrerebbe cosa simpatica. La realtà è diversa. I vari gruppi – lo so perché ci passo varie volte al giorno e perché amici e conoscenti me lo confermano – fumano, bevono e fanno spuntini lasciando per terra vari rifiuti. Ci sono scritte di pennarelli sulle colonne, il sottoportico è a volte una pista per lo skatebord – ho visto un salto giù dai gradini, con distacco di un pezzetto di pietra, ho assistito a dispute con spintoni e parolacce con contorno di qualche bestemmia. Ora, non è che i panni sporchi si debbano lavare solo in casa, ma, anche davanti a tanti ospiti della città, la figura è disdicevole. In ogni azione ci sono vari livelli di gravità. Si incomincia come un semplice punto di incontro e poi la cosa si trasforma in comportamenti illegali. Certo, con un vigile costantemente presente a stigmatizzare ogni comportamento scorretto, si sarebbe potuto anche soprassedere. Ma sappiamo bene come vi sia, da parte della vigilanza, una ritrosia a stare per strada.

Una parola sui miei colleghi di partito, il Pd. Ricordo uno scritto di un mio caro amico, che risalendo ai tempi del vecchio Pci, ricordava che pure i dirigenti di allora non avessero capito che c’erano altri modi di stare vicini alla gente. La manifestazione dei giovani Pd sui gradini, con la presenza del segretario Federico Formisano, sarebbe stata degna di miglior causa. Un partito deve capire che quando i cittadini pensano che qualche comportamento sia sbagliato, bisogna cercare di capire e, se possibile, assecondare i loro disagi. E, per l’amor del cielo, non si parli di “diritti conculcati” (dei doveri ne parliamo mai?). Credo, pertanto, che l’ordinanza andasse fatta. E, sempre su questa linea di rispetto per persone e monumenti, mi auguro ne arrivino altre.

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