Iene contro Di Maio, atto secondo: «villetta abusiva e prestanome»

Non c’è pace per il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. Le Iene non mollano l’osso e anzi rilanciano. Nell’ultima puntata del programma tv, l’inviato Filippo Roma, che la scorsa settimana aveva sollevato il caso del lavoratore pagato in nero dal padre del leader politico del Movimento 5 Stelle, ha avanzato il sospetto che Di Maio abbia fatto da prestanome al padre, per salvare l’azienda, Ardima Costruzioni, da Equitalia. La ditta dei Di Maio, infatti, ha un debito di 176 mila euro, contratto dal padre Antonio, che ha comportato l’iscrizione di un’ipoteca legale da 333 mila euro. Papà Di Maio sarebbe stato pertanto socio occulto, pur rimanendo di fatto proprietario dell’azienda.

Utilizzando un drone, le Iene hanno inoltre scoperto quattro fabbricati abusivi nella proprietà della famiglia Di Maio. Per il vicepresidente del Consiglio, gli edifici risalirebbero al Dopoguerra, ma a smentirlo ci sono le immagini satellitari di Google Earth: gli stabili compaiono solo nel 2008. «Solo una stalla» per Di Maio, anche se in realtà sarebbe una villetta con patio e piscina, come dimostrato da alcune foto che ritraggono Di Maio a mollo in acqua vicino alle strutture incriminate. (r.a.)

(Ph. Le Iene / Mediaset)