Anti-scudo banche e vigilanza, Fraccaro (M5S) annuncia ok. Che non c’è

15:45 – È di nuovo tiro alla fune tra Lega e Movimento 5 Stelle, stavolta per aggiudicarsi l’esclusiva sulla difesa dei risparmiatori colpiti dalle crisi bancarie. Entrambe le forze di maggioranza si sono infatti volute intestare l’emendamento reclamato a gran voce dalle associazioni di obbligazionisti e azionisti (di Etruria come di Veneto Banca o di Popolare di Vicenza) per eliminare dalla legge di bilancio lo “scudo” contro le azioni legali a danno degli amministratori delle banche, di Consob e di Banca d’Italia. Il problema era nato durante gli incontri, spesso animati e a volte persino pubblicati online, tra le associazioni e i sottosegretari al Mef. Nell’articolo della manovra che stanzia 1,5 miliardi in tre anni per risarcire anche gli azionisti delle banche fallite è infatti stabilito che all’accettazione del ristoro (pari al 30% delle somme perse) il risparmiatore rinunci automaticamente “a qualsiasi diritto e pretesa” sull’importo restante, eliminando la possibilità quindi di fare causa agli ex vertici degli istituti di credito e alle autorità di vigilanza.

Un codicillo che ha fatto letteralmente insorgere i risparmiatori, pronti a voltare le spalle al governo gialloverde, fino a quel momento in gran parte sostenuto. Le rassicurazioni sono quindi prontamente arrivate più di due settimane fa dalla Lega, che ha annunciato e presentato un emendamento ad hoc. Nelle ultime ore però a sconvolgere ancora le carte è stato il ministro 5S Riccardo Fraccaro, che, rivendicando la vicinanza al mondo dei “truffati”, ha annunciato l’approvazione della modifica, nonostante alla Camera non fosse stata ancora né discussa né tantomeno votata. Un passo più lungo della gamba che ha scatenato l’ira del Pd e che ha costretto la commissione ad interrompere i lavori e a convocare un ufficio di presidenza. Il risultato è stato un inedito annuncio a tutti i giornalisti presenti nella sala Mappamondo di Montecitorio del presidente Claudio Borghi: l’emendamento è stato riformulato e sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari, di maggioranza e opposizione. Scontata dunque l’approvazione, seguendo però l’iter ufficiale. (Fonte: Ansa, Mila Onder)