«Il Pd é vivo. E dovrebbe fondare un fronte anti-Salvini»

Il segretario vicentino Formisano: «Rucco vittima di smanie». Fusione Aim con Agsm: «si rischia lo strapotere di Verona». E sulla Roi: «si voti per causa contro Zonin»

I Democratici: essi vivono, e più o meno lottano in mezzo a noi. Anche a Vicenza, espugnata dal centrodestra di Francesco Rucco dopo dieci di centrosinistra dominato da Achille Variati. A guidarli, o meglio a traghettarli verso mete ancora imprecisate – data l’elevata incertezza dovuta alle primarie nazionali a cui seguiranno a cascata i cambi della guardia locali – é Federico Formisano. Una vita in politica, dalla Dc passando per il Ppi e la Margherita, fino ai pionieristici esordi del Pd (era coordinatore regionale dell’associazione che ne caldeggiava la nascita, ante 2007), é stato in consiglio comunale dal 1990 al 2018 (con una pausa di cinque anni nel mezzo), ricoprendo la carica di presidente del “parlamento” vicentino nell’ultima consiliatura, facendo anche l’assessore nel centrosinistra di Quaresimin dal 1995 al 1998.

L’ultimo tema di cui si è discusso a Vicenza è l’ordinanza che vieta di sedersi al Museo Chiericati. Sul nostro giornale, un vostro compagno di partito, Verlato, l’ha difesa. Voi la contestate. Come fareste voi per contrastare i danneggiamenti?
Molto semplice: si combattono con le normative vigenti. Se qualcuno sporca un muro, é già perseguibile. Stessa cosa con gli skateboard: c’é il codice della strada. Quanto a Verlato, come età io sono più vicino a lui, ma capisco più io i giovani, che sentono la libertà come un valore assoluto. E giustamente. Non dev’esserci nessuna ambiguità sul rispetto per i monumenti, sia chiaro. Ma c’è un limite: la libertà. Invece qui si dice loro “non puoi usare il wi-fi, non puoi sederti qui”. Verlato, anche se é del Pd, sbaglia. La sua é una cultura vecchia.

Secondo il sindaco esiste il “fenomeno delle baby gang” a Vicenza, il deputato forzista Zanettin ha addirittura invocato il governo chiedendogli cosa intende fare. Tutto per l’episodio recente che ha visto un gruppo di ragazzini, che pare siano già noti alle forze dell’ordine, aver rubato il telefonino ad un altro ragazzo, furto da cui poi è nato un parapiglia in cui la polizia ha avuto un ruolo tale da aver suscitato l’indignazione del giovane consigliere comunale leghista Maltauro. Esiste o non esiste, come invece fanno notare i gestori del Bar Smeraldo per Campo Marzo, un problema sicurezza a Vicenza?
Le statistiche dicono chiaramente che Vicenza é sicura. Lo ha certificato anche il Sole 24 Ore, che fra l’altro ci ha declassato mentre col centrosinistra eravamo al quinto posto nella qalità della vita. I fenomeni non vanno sottovalutati, ma non sono così esageratamente preponderanti. Le baby gang vanno perseguite, ma attenzione: si è sempre detto che Vicenza é una città morta, dove i giovani di sera vanno a Padova o a Verona o anche a Bassano, che é più viva. Vogliono frenare anche i luoghi, come si dice, della movida che ci sono? Concordo sul contenere chi delinque, ma Vicenza deve vivere.

Restiamo sul centro storico. Favorevole o contrario all’ipotesi di far tornare il traffico di auto in Corso Fogazzaro?
A me piace così com’è: bella, tranquilla. Comprendo però le esigenze dei commercianti. Non sono contrario a priori ad una limitazione in alcune ore del giorno. Ma bisogna ricordare che Vicenza é vittima dell’eccesso di scarichi di auto. Qui c’é uno scontro fra due filosofie: la nostra, che vuole puntare sul trasporto pubblico, e quella dell’assessore Cicero, che é automobilecentrica.

La scelta del tesoriere regionale della Lega, Vivian, come nuovo amministratore unico di Aim, che prelude ad aggregazioni con Verona ma anche con Treviso, è una scelta tecnica o politica?
Credo che in generale debbano parlare i tecnici, non i politici. Noi eravamo arrivati all’accordo con Agsm Verona, che poi si è fermato perché nel frattempo c’é stata la campagna elettorale qui a Vicenza. Sboarina (sindaco di centrodestra di Verona, ndr) ha voluto rivedere gli accordi, ma noi c’eravamo quasi. Fondersi con Verona significa spostare l’asse verso Trento, con un bel polo che possa compensare l’asse Venezia-Padova-Treviso.

Quindi c’è continuità col centrosinistra, da parte di Rucco, su Aim.
Se si fa l’aggregazione con Verona é positivo. Ma dopo due analisi aziendali e stabilito il concambio in un rapporto di 58 a 42 per Verona, fare un’altra due diligence con un altro advisor potrebbe creare problemi.

Cioè?
La rivisitazione degli accordi. Sarebe grave per i cittadini se si arrivasse a un concambio, per esempio, di 65 a 35. Significherebbe essere più minoritari, più deboli. Trovare le debolezze di Aim ora sarebbe solo una questione politica.

L’ex presidente di Aim, Beppe Rossi, è stato di recente assolto in via definitiva al processo per l’acquisto della piattaforma di Marghera. In passato gli altri dell’ex cda si son visti archiviare le accuse. Ai tempi lei parlò di «gestione delinquenziale». Pentito di quella espressione?
E’ una vicenda ancora in corso, visto che dopo l’assoluzione chi mi aveva querelato ha fatto ricorso, perciò preferisco non dire nulla. Dico però dal punto di vista amministrativo e politico, l’acquisto della piattaforma di Marghera é costata a Vicenza 11 milioni di euro, mettendo quasi in ginocchio Aim, che nel 2008 aveva un buco di 7 milioni e 160 milioni di sofferenze.

Che voto dà alla giunta di centrodestra in questi primi sei mesi scarsi di amministrazione?
La giunta Rucco é vittima di tre smanie. Uno: la sicurezza e il decoro. Il risultato pratico é che Vicenza non è più sicura di prima, ma come ho detto è una della città più sicure in assoluto. Noi comunque non chiediamo le dimissioni di Rucco, come invece ha fatto lui tante volte negli anni passati. Lui lo avrebbe fatto, dopo i fatti più recenti? E non parlo dei ragazzi che si facevano di eroina in Campo Marzo, ma di quell’extracomunitario che ha rincorso un altro mandandolo all’ospedale, per esempio.

La seconda smania?
Dare sempre la responsabilità a chi lo ha preceduto, ma il gioco finirà presto. Tre, smontare tutto quello che ha fatto l’amministrazione prima, vedi nella mobilità. Noto che la capogruppo della lista Rucco critica il progetto di rondò a San Lazzaro di Cicero, ma Cicero ha cambiato giusto qualcosa, quel progetto era stato già varato prima. Lascio che sia lei a criticare. O vogliamo parlare della mostra in Basilica? Rucco l’ha rivendicata come la prima della sua amministrazione, ma l’ha organizzata Bulgarini (ex vicesindaco, ndr). Poi è stata maltrattata, non gli è stata data la giusta visibilità, se arriveranno 50 mila visitatori sarà già un successo. Di chi sarà la colpa? Di Rucco, visto che ha detto che è la sua prima mostra?

Alla Fondazione Roi si è insediato un nuovo cda completo. Nuovo si fa per dire: ci sono ancora, ben saldi in sella, due componenti dell’ultimo periodo dell’era Zonin. In teoria, con la nuova presidente Paola Marini, ci sarebbe la maggioranza per votare l’azione di responsabilità contro di lui, che non era riuscito a mandare in porto Ilvo Diamanti. Anche voi del Pd, come Rucco, siete perché sia approvata?
Assolutamente sì. Mi son fatto il giudizio che ci siano state irregolarità di comportamento nell’ultimo periodo quando a essere presidente e vicepresidente erano i personaggi che sappiamo (rispettivamente Gianni Zonin e Marino Breganze, ndr). Credo che debba essere la magistratura a dover accertare se ci sono stati comportamenti omissivi, amicali e dannosi.

Sarà anche che finora la giunta Rucco ha prodotto poco, ma anche il centrosinistra a Vicenza non sembra essere molto vitale. L’opposizione sembra in pratica semi-sparita. C’è un problema in chi la dirige, anche in consiglio comunale?
Non voglio nascondermi: al fondo c’è la questione di un doveroso chiarimento fra le componenti che hanno sostenuto Otello Dalla Rosa. Il Pd si trova in una fase difficile, é una battaglia quotidiana. La visibilità della minoranza comunque é sempre quella che é, ma ci stiamo lavorando, anche se per la strada incontri la gente che ti dice “lasciateli lavorare”… Noi comunque non rinunciamo alla nostra azione di pungolo e anche di proposta, che c’è stata.

Secondo L’Espresso, il Pd in pratica non esiste più. In Veneto questo è lampante: Zaia schizza nei sondaggi, fanno notizia più le critiche che gli fanno i grillini. Siete appesi a queste primarie, e si scrive che lei appoggi Zingaretti, come anche l’ex sindaco Variati. Conferma? Ed esiste una via d’uscita per far sopravvivere il partito, o meglio rifondarlo, anche con un nuovo nome?
Qualcuno dice “meglio mandare a ramengo il Pd e fare una nuova Cosa“…

Questo qualcuno è Calenda.
Sì. Io penso che nella situazione in cui siamo oggi, sarebbe un errore gravissimo. Il partito c’é. A Vicenza ci sono 7 circoli, anche con 70-80 iscritti, nonostante la crisi. Un singolo nostro circolo ha più iscritti di tutta la Lega, che in città se non sbaglio conta 40-50 iscritti. Dicono che siamo morti? Non mi pare.

Ma la prospettiva, per lei, quale dovrebbe essere? Quella di Zingaretti?
Voglio sentire tutti. Ma Minniti mi pare che si voglia ritirare, se mancasse l’appoggio di Renzi. Gentiloni, che é stato un bravissimo Presidente del Consiglio, appoggia Zingaretti, e questo mi dà garanzie. Diciamo che credo più a un ticket Gentiloni-Zingaretti.

E Renzi?
Renzi vuole andarsene? Che se ne vada.

Variati sta preparando una “cosa” cattolica, più precisamente coi giovani cattolici, stando a quanto dichiarato. Magari per candidarsi governatore nel 2020. Lei lo vedrebbe bene? E contro i cosiddetti populisti o sovranisti, pensa che i cattolici debbano farsi più sentire?
I cattolici? Solo il 7% della popolazione italiana va regolarmente a messa. Io che ci vado, quando mi giro non vedo nessun giovane. Un partito confessionale credo sia fuori dal tempo. L’idea di Variati, con cui mi sono sentito qualche mese fa, é di allargare il discorso, partendo dal fatto che il nostro nemico numero uno é Salvini. Perciò bisogna lavorare ad un’alleanza di tutti coloro che non si riconoscono nelle idee di Salvini, che rasentano il razzismo e il fascismo. Il Pd dovrebbe fare da architrave.

E’ l’idea di Calenda del “fronte repubblicano”.
Sì, sostanzialmente sì.

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