Allerta smog in tutto il Veneto, Legambiente: «Regione latitante»

Scatta il semaforo arancione per lo smog in Veneto. Da domani in mezza regione non potranno circolare i mezzi a diesel euro 4, in virtù dell’accordo sottoscritto insieme alle altre regioni della Pianura Padana e al ministero dell’Ambiente volto a tutelare la salute dei cittadini. L’allerta 1, semaforo arancione, scatta a Padova, Vicenza, Venezia e relativi agglomerati urbani. Sarebbe dovuto scattare anche a Rovigo ma il sindaco Bergamin il 10 ottobre ha ritirato l’ordinanza sindacale antismog pur aderendo all’accordo, scelta per la quale è stato diffidato da Legambiente. Una decisione che sta portando Rovigo a fregiarsi del primato di capoluogo con l’aria più malsana del Veneto. «Da quando Rovigo ha ritirato l’ordinanza antismog – commenta Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto – sta producendo prestazioni peggiori di centri metropolitani come Padova e Venezia. Un’ulteriore dimostrazione di quanto il Sindaco Bergamin, incosciente tanto delle sue responsabilità quanto delle gravi ripercussioni sanitarie per i suoi concittadini, abbia assunto un atteggiamento inadeguato alla carica che ricopre. Ci domandiamo cosa stia facendo il sindaco per tutelare la salute dei rodigini visto che il limite stabilito dalla normativa vigente è stato superato ben due settimane fa e ad oggi nessun provvedimento è stato ancora preso: è colpa della Regione che non fa nulla e non coordina i Comuni? Se è così – conclude Lazzaro – Bergamin lo dica pubblicamente, chiaro e forte».

Per Legambiente, le prestazioni negative di Rovigo sono la dimostrazione che i provvedimenti dei sindaci ispirati dall’accordo di bacino padano hanno efficacia, ma cionondimeno restano insufficienti. «Non possiamo che rimanere sconcertati da come in una delle Regioni più inquinate d’Europa si continui a non intervenire nel coordinamento dei propri Comuni ed a parlare invece di aumento delle corsie in autostrada o di come proseguire con la Pedemontana o la Valdastico, mentre è quasi completamente assente un ragionamento sulla mobilità sostenibile. È sempre la solita storia: la Regione Veneto latita sul fronte responsabilità e si limita a suggerire mentre investe e tanto sulle strade e quasi nulla, ma con annunci pomposi, sulla mobilità sostenibile. Nel frattempo, è bene ricordarlo, i veneti muoiono di smog. Secondo l’ultimo rapporto sulla qualità dell’aria dell’Agenzia Ue per l’ambiente, il 95% della popolazione europea esposta al contemporaneo e regolare superamento dei limiti dei principali inquinanti dell’aria, vive nel Nord Italia. Esposizione che si traduce, per il nostro Paese, in 84.300 morti/anno premature localizzate prevalentemente in Pianura Padana. Siamo al secondo posto in Europa per morti stimate a causa delle polveri sottili Pm2.5 (60.600) e al primo per le morti da biossido di azoto (20.500) e per l‘ozono (3.200). Un terribile record negativo» conclude l’associazione ambientalista, «nel disinteresse generale degli amministratori locali e di un governo regionale, oltre che nazionale, incapace di produrre azioni concrete e coordinate». (r.a.)

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