Intervista al gilet giallo: «con noi la Francia di tutte le classi»

Patrick Ranvier, educatore sportivo, viene dalla provincia: «disoccupati e imprenditori uniti nella lotta, vogliamo una società più giusta. Macron non ha capito nulla»

Conosco Patrick da circa un anno: suo figlio Lenny, batterista quindicenne dal talento cristallino, fa parte dei giovani musicisti che stiamo valorizzando con il Progetto Pink Panda a Ussel, cittadina di diecimila abitanti nel cuore della Corrèze, terra di resistenza. Patrick è quella che in Italia definiremmo una bella persona: sempre sorridente, un catalizzatore sociale fatto uomo. Conosciuto da tutti in paese, gestiva fino a qualche settimana fa l’unico Bar Associativo della città.
Eravamo insieme alla manifestazione a Parigi di sabato 1 dicembre. Durante il viaggio d’andata, mi ha raccontato di «La 23», il posto di blocco (uno dei primi in Francia) che lui ed altri Gilet Gialli hanno costruito sulla rotatoria all’uscita del casello autostradale di Ussel.

Cosa ti ha spinto a raggiungere i Gilet Gialli?
Mi chiamo Patrick Ranvier, abitante di quella che definiscono la Francia rurale, sono esperto di Feng Shui ed educatore sportivo (è maestro di karate, ndr). Ho raggiunto il movimento dei Gilet Gialli perché ho sentito che qualcosa d’importante si stava muovendo a livello di rivendicazioni sociali. Dalla prima riunione ho potuto constatare che si trattava di un movimento atipico al quale stavano aderendo persone estremamente diverse tra loro dal punto di vista politico e sociale.

I Gilet Gialli sono davvero indipendenti? Possiamo definirla una rivolta anarchica? Populista?
Sì, i Gilet Gialli sono assolutamente indipendenti, direi che col passare del tempo lo rivendicano in maniera sempre più forte. È un movimento popolare come non ce ne sono stati mai in precedenza.

Cosa rispondi a chi vi accusa di essere violenti?
Noi non siamo violenti, ma siamo determinati e pronti a difendere le nostre rivendicazioni ad ogni costo.

Violenze ne sono state commesse. Chi sono i violenti, allora? Estremisti? Infiltrati? I cosiddetti “casseurs”?
Vero, ci sono stati atti molto violenti, nel caso dei Gilet Gialli si è trattato di atti di difesa contro le continue provocazioni delle forze dell’ordine. Per quanto riguarda i gruppi di casseurs e di estremisti non siamo noi a dover rispondere dei loro atti.

Quali sono le ragioni dei Gilet Gialli? Quali sono gli obiettivi e le rivendicazioni?
Le ragioni sono essenzialmente basate sulle ineguaglianze sociali e salariali, ma le rivendicazioni sono a più ampio spettro. Tra le più importanti: aumento del salario minimo, difesa delle pensioni, diminuzione della pressione fiscale, riconoscimento del voto bianco, scioglimento di Camera e Senato, rappresentanza reale del popolo nelle decisioni con la costituzione di un’assemblea popolare.

Chi sono i Gilet Gialli? Puoi farne un ritratto tipo?
No, non esiste il Gilet Giallo tipo. I Gilet Gialli sono disoccupati, pensionati, imprenditori, salariati, agricoltori, trasportatori.

Ci sono indubbiamente dei rischi nella partecipazione alle manifestazioni di questi giorni, che cosa spinge una persona “normale” a correrli?
Per alcuni è una questione d’impegno sociale, per altri la necessità di contrastare un limite già ampiamente superato, per molti la disperazione.

Esiste nel panorama politico attuale un partito che potrebbe rappresentarvi? Se il movimento vincerà la lotta nel quale si è implicato, qal’è il futuro della Francia?
Nessun partito può rappresentare attualmente la totalità delle idee del movimento. Forse, un domani, i Gilet Gialli avranno i loro propri rappresentanti. La Francia che vogliamo sarà migliore, più giusta e senza disuguaglianze?

Pensate di eleggere dei rappresentanti? Chi sarà il porta parola di fronte a Macron ed al governo?
Non abbiamo bisogno di rappresentanti, le rivendicazioni sono chiare, Macron le conosce e deve solo decidersi a dare delle risposte.

Ma alcune risposte sono già arrivate, cosa ne pensi?
Sono assolutamente insufficienti e dimostrano che Macron ed il governo non hanno capito niente dell’attuale situazione.

Vuoi aggiungere qualcosa?
Sono orgoglioso e fiero di appartenere a questo movimento e sono determinato ad andare fino in fondo.

(ha collaborato Alessio Mannino – ph: Max Ferrauto)

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