«Servizio civile, zero fondi da Regione: una presa in giro»

Sul servizio civile la Regione Veneto ha speso «tante belle parole», ma non ha stanziato un euro. «Una vera e propria presa in giro» per il Consigliere regionale del Partito Democratico Claudio Sinigaglia (in foto). Ieri, durante la discussione sul Collegato alla Legge di Stabilità regionale 2019, è stato bocciato un emendamento del gruppo Pd «che prevedeva di finanziare con 500 mila euro progetti di protezione civile nell’ambito del servizio civile regionale volontario. Lo scorso settembre, nell’ambito della discussione sul ripristino della leva obbligatoria avevamo presentato un Ordine del giorno per sostenere il servizio civile presso la Protezione civile e l’Ana (Associazione nazionale alpini) che fu votato all’unanimità, rimandando la quantificazione delle risorse alla sessione di bilancio. E questo è il risultato. È inutile riempirsi la bocca su quanto siamo orgogliosi, per esempio, degli alpini quando poi non si fa niente di concreto per aiutarli – attacca Sinigaglia -. Andiamo a dirglielo al prossimo raduno».

«Da tempo – aggiunge il consigliere Dem – l’Ana segnala le proprie difficoltà nello svolgere le attività di protezione civile, a causa della mancanza di risorse e volontari. Problemi riemersi con maggior forza a fine ottobre, dopo gli eventi catastrofici che hanno colpito la montagna veneta. Finora nella nostra regione il servizio civile non è stato adeguatamente finanziato sia dal punto di vista dei progetti presentati dagli enti che per le domande dei giovani volontari. Questa poteva e doveva essere l’occasione per un’inversione di rotta. Invece è una Giunta tutta “chiacchiere e distintivo“. Certo – conclude – se non altro è in linea con il Governo che stanzia solo briciole per il Servizio civile universale, penalizzando non solo migliaia di giovani, ma soprattutto le fasce più deboli della popolazione. Nella legge di stabilità 2019 è stato infatti bocciato l’emendamento che aveva come prima firmataria la deputata del Pd Francesca Bonomo in cui si prevedeva un aumento del fondo pari a 252 milioni ed è stato ritirato quello presentato da una parlamentare Cinque Stelle in cui si chiedeva un incremento di 97 milioni. Sono indubbiamente segnali di cambiamento. In peggio». (r.a.)

(Ph. Regione Veneto)

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