Truffati banche venete al governo: «indennizzo, non ristoro»

Una nota congiunta di varie associazioni di risparmiatori truffati dalle banche (Noi che credevamo nella BpVi, Coordinamento don Torta, Vittime del Salvabanche, Amici di Carife, Azionisti Associati Banche Popolare di Vicenza, Centro Primo Soccorso Risparmiatori) si rivolge al governo chiedendo la «riformulazione dell’art. 38 della legge di bilancio (fondo a favore dei risparmiatori) nel testo di emendamento che il governo si accinge a presentare al Senato». Le associazioni fanno appello alla disponibilità mostrata da alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle a rivedere la norma. Si chiede in particolare «un richiamo all’art. 47 della Costituzione che tutela il risparmio e che, dunque, si preveda un indennizzo a favore di tutti i risparmiatori. Il testo di legge – prosegue il comunicato – sia impostato sul concetto di indennizzo e non sul concetto di “ristoro/rimborso di un danno” che deve essere provato ; conseguentemente si seppellisca finalmente la legge 205/17 (legge Baretta–Puppato–Santini) altrimenti impostata».

Le associazioni contestano inoltre lo strumento dell’Arbitro Consob: «l’indennizzo venga liquidato per sola dimostrazione della proprietà del titolo e l’ente liquidatore sia una Commissione Tecnica Ministeriale presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze che verifichi le domande e trovi conferma della proprietà dei titoli in capo al risparmiatore tramite libro soci o altro documento, esclusione dell’arbitro ACF da ogni procedura relativa al fondo a favore dei risparmiatori;gli obbligazionisti subordinati siano compresi tra i beneficiari dell’indennizzo e liquidati in percentuale del patrimonio investito; tutti i proprietari dei titoli – anche tramite acquisto sul mercato secondario – siano compresi tra i beneficiari dell’indennizzo».

Un’altra questione importante riguarda le cifre: «il calcolo dell’indennizzo – scrivono le associazioni – sia semplice e già specificato in legge, e consideri quale riferimento il valore massimo delle azioni; che sia specificato in norma lo strumento equitativo di un piano di riparto semestrale degli indennizzi, per i tre anni di liquidazione degli stessi a fronte della dotazione finanziaria di legge, così da rendere pubblico periodicamente il riparto e dare effettiva trasparenza alla procedura; l’importo erogato a titolo di indennizzo sia comunque un acconto, con conseguente possibilità di aumento degli indennizzi sia in percentuale che nel tetto massimo; si preveda espressamente – aggiungono – che sulle liquidazioni effettuate dal fondo non maturino diritti proporzionali a favore di professionisti o associazioni a titolo di parcella o altra forma di remunerazione ivi compresi “patti di quota lite” o compensi di risultato trattandosi di un indennizzo pubblico; stabilendo comunque un tetto massimo omnicomprensivo (200,00 euro) per l’eventuale aiuto compilativo della domanda di indennizzo; ci sia un privilegio nell’erogazione dell’indennizzo a favore di risparmiatori in stato di disagio economico; la surroga dei titoli al Fondo di Indennizzo avvenga corrispondentemente per quanto effettivamente erogato ai risparmiatori; l’accettazione del pagamento a carico del Fondo di indennizzo – conclude il comunicato – non pregiudichi nessuna azione esperibile in qualsiasi sede e contro qualsiasi soggetto che il risparmiatore ritenga responsabile del danno subito». (t.d.b.)

(ph: Facebook – Risparmiatori truffati dal Salvabanche)

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