“Il trionfo del colore” a Vicenza, chi fa la predica è meglio che taccia

Il valore di una mostra non si misura solo dal numero dei visitatori. Ma perché non collocarla in Basilica Palladiana?

Che “Il trionfo del colore. Da Tiepolo a Canaletto e Guardi”, approdato a Palazzo Chiericati di Vicenza dopo la trionfale accoglienza al Pushkin di Mosca, sia una mostra importante, è un fatto incontestabile. Quanto al successo che riscuoterà in patria, dove ritornano tanti nostri capolavori, è presto per dirlo, anche se le previsioni non sono affatto lusinghiere. A lumi spenti è avvenuta l’inaugurazione e scarsa è l’affluenza dei visitatori nelle prime settimane. Le 2500 presenze giornaliere mediamente registrate nella sede moscovita sono un traguardo irraggiungibile per noi. D’altra parte, pensando che 40 delle 64 opere della rassegna appartengono ai nostri musei, è chiaro che l’evento eccezionale resta quello della loro trasferta. Ma se minore è la curiosità per una partita giocata in casa, si salvi almeno l’orgoglio cittadino. Sono personalmente convinto che la validità di una mostra, come di ogni iniziativa culturale, non si misuri col numero dei visitatori, che dipende spesso dal battage pubblicitario che artificiosamente si crea intorno ad esse. Ragionando in questo modo, si dovrebbero chiudere le chiese che, ricche di capolavori artistici, sono deserte o certi musei che, a dispetto di pochi visitatori, sono legittimati ad esistere.

Ma ritornando al tema, vari fattori concorrono a penalizzare una grande mostra come questa. Innanzi tutto, il licenziamento fatto a metà percorso del professor Villa, il vero artefice della mostra, colui che l’ha concepita, costruita e presentata a Mosca. Poi, l’inesperienza degli attuali amministratori che pensavano bastasse la presenza di un supplente per rimettere le cose a posto. Non ha giovato, certo, la politica culturale dei vecchi amministratori, oggi provocatoriamente critici. Per troppo tempo hanno fatto credere che in nome dell’arte fosse lecita ogni operazione, ignorandone basilari principi e finalità. L’aspetto divulgativo dell’arte non va disgiunto dalla sua funzione educativa. Aprendola alle masse, che incrementano il turismo dando fiato all’economia, essa raggiunge i suoi fini quando attraverso un processo di conoscenza matura una mentalità critica. «La mostra del Chiericati fa litigare in Consiglio Comunale – ho letto – e l’opposizione parla già di occasione sprecata». Non è stata per nulla felice la decisione di alloggiare “Il trionfo del colore” a Palazzo Chiericati, oscurando la sala dei Lunettoni. Maggiore sarebbe stata la visibilità se fosse stata allestita in Basilica Palladiana, monumento simbolo e cuore pulsante della città. Più ariosi spazi avrebbero dato giusto respiro a tanti capolavori che, in ogni caso, torneranno ad rioccupare, a mostra finita, le asfittiche stanze della sede museale, oscurate da troppo tempo.

Una domanda comunque va fatta: perché Van Gogh sì, e Tiepolo no? Non era l’occasione buona per far conoscere al grande pubblico gli artisti che hanno decorato le nostre ville e le nostre chiese, protagonisti di una civiltà veneta che il mondo conosce e ci invidia e che noi ignoriamo e snobbiamo? Chi oggi fa la predica agli attuali amministratori avesse fatto a suo tempo scelte più consone al profilo culturale della città invece di accettare a scatola chiusa prodotti confezionati da imprenditori più interessati al profitto personale che alla crescita collettiva! Per far cassa oggi ogni città italiana tiene in serbo una mostra di Van Gogh o Gauguin. Ma questo basta a dare prestigio a una città che nel nome del Palladio è riconosciuta patrimonio dell’umanità? Eppure, già si pensa di fare marcia indietro, riallacciando rapporti mercenari che mascherano la propria impotenza. I signori dei grandi numeri rimproverano che la Ferrari di un tempo non ha più nessuno in grado di guidarla, ma non pensano che quella Ferrari oggi è ferma perché è rimasta senza carburante. La condizione per rimetterla in moto è l’alleanza con le istituzioni museali pubbliche che operano nel settore. Purtroppo è scaduto anche il tempo dei prestiti con sconto per lavori in corso.

(Ph. Gallerieditalia.com)