Meteo, galaverna e “neve chimica” in Pianura Padana

La fredda perturbazione, tanto annunciata nei giorni scorsi, è arrivata e sta abbracciando il nord Italia portando nevicate e freddo. In pianura Padana, in particolare, troviamo delle vaste distese di nebbia piuttosto compatta che fanno fatica a dissolversi a causa dalla forte inversione termica avvenuta grazie ai cieli sereni, all’aumento della pressione e alle temperature piuttosto basse. Il suolo si è raffreddato rapidamente tanto che le temperature sono scese sin sotto i -3/-4°C, addirittura sin sotto i -6°C laddove era presente neve al suolo (specie in Emilia Romagna).

«La contemporanea presenza della nebbia e delle temperature inferiori allo zero favorisce il fenomeno della galaverna, ovvero la nebbia che gela – spiegano gli esperti di InMeteo -. In pratica le micro goccioline d’acqua presenti nella nebbia tendono a congelarsi a contatto con le superfici come cancelli, portoni, alberi, fili, pali della luce e automobili : il risultato finale è la formazione di aghi di ghiaccio su tantissime superfici, in grado di rendere il paesaggio polare e spettrale».

Inoltre, su alcune zone, si sono registrate anche delle deboli nevicate nonostante il cielo sereno. «Si tratta di un fenomeno particolare conosciuto come “neve chimica” ed avviene solo in presenza di alti tassi d’umidità, temperature inferiori allo zero e in presenza di centri industriali che emettono nell’aria grandi quantità di polveri sottili come ossido di carbonio, biossido d’azoto, biossido di zolfo o i PM10», raccontano ancora da InMeteo. «In pratica le goccioline d’acqua sospese in atmosfera, all’interno della nebbia, tendono a legarsi alle particelle emesse dalle industrie che fungono da “nuclei di condensazione”, dando così origine a veri e propri fiocchi di neve che poi precipitano al suolo e imbiancano il paesaggio. Insomma si tratta di nevicate a “ciel sereno”, visto che la perturbazione è ormai lontana! Ovviamente aggiungiamo che si tratta di neve ricca di elementi nocivi per la salute, quindi non proprio il massimo da toccare o, peggio ancora, “assaggiare”». (a.mat.)

Fonte: InMeteo

(ph: Simon Eugster/Wikipedia)