Schio (Vi), parroci criticano decreto sicurezza: «mette migranti in strada»

Non sono pochi, ultimamente, i preti e vescovi che criticano più o meno apertamente il decreto sicurezza promosso da Matteo Salvini. A questi, si aggiunge, l’Unità pastorale di Schio Est (Vicenza) che, nell’ultimo bollettino settimanale in prima pagina pubblica una riflessione dal titolo “Preoccupati per il Paese e vicini a chi soffre”. I cinque parroci di Schio riconoscono che «negli ultimi giorni nel nostro paese c’è una sempre maggiore richiesta di sicurezza» anche, tra le altre cose, «nei confronti dei migranti». A questo punto viene tirato in mezzo il decreto sicurezza che «si propone di dare una risposta a queste legittime richieste. A una prima riflessione circa le conseguenze che alcune scelte operative potranno avere nell’immediato – scrivono ancora i sacerdoti – si comprende che il decreto potrebbe creare maggiore confusione, mettendo fisicamente sulla strada molte persone prima accolte in strutture predisposte, con la conseguenza di aumentare le situazioni di insicurezza e tensione». I preti esprimono «preoccupazione per un decreto che rischia di aggravare situazioni di tensione nel paese, che potrebbe relegare sempre più ai margini chi già si trova in situazione di bisogno e ricerca di speranza».

Il portavoce del movimento “PrimaNoi” di Schio, Alex Cioni, commenta: «siamo al cospetto dell’ennesima entrata in gamba tesa del potere clericale nell’agone politico italiano. Non è che sia una novità, però ci pare che si stia superando il limite della tollerabilità. Proprio per la posizione che i parroci rivestono nelle comunità, riteniamo che dai loro pulpiti dovrebbero essere più cauti nell’esprimere giudizi così perentori nei confronti di provvedimenti che hanno l’obiettivo di ristabilire un pò di ordine dopo che per anni sull’immigrazione l’Italia è stata vittima di scelte di natura ideologica. Se l’immigrato avrà i titoli di ricevere la protezione secondo le regole del diritto internazionale, nessuno sarà cacciato. Per tutti gli altri in Italia non v’è più posto, come accade del resto in qualsiasi altro Stato del mondo. L’accoglienza sbandierata in questi anni dalla Chiesa e dalle forze di sinistra colluse con chi ha fatto affari con i migranti, hanno prodotto solo povertà e un incremento delle tensioni sociali e di ordine pubblico in molte aree urbane delle città italiane. Il decreto sicurezza – conclude Alex Cioni – è un passaggio essenziale per porre un freno alla deportazione di nuovi schiavi che forse qualcuno ha l’interesse di mettere in concorrenza con i disoccupati e i lavoratori precari italiani, offrendo nel contempo alle organizzazioni criminali come la mafia nigeriana, nuove pedine da impiegare nella rete dei propri traffici illeciti». (a.mat.)