«Regionali 2020 in Veneto, politica dal basso per battere la Lega»

Stefano Poggi, in rappresentanza del gruppo di cittadini riunito sotto il nome di Veneti Liberi, ha lanciato nei giorni scorsi un appello, “La nostra terra merita di più”, rivolto ai politici dell’opposizione nella giunta regionale del Veneto, per costruire un’alternativa al centrodestra alle prossime elezioni del 2020. L’appello è stato raccolto dai consiglieri regionali Graziano Azzalin (Partito Democratico), Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Cristina Guarda (Amp) e Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) (in foto). «Il Veneto è la terra del bengodi? – recita l’appello di Poggi -. Il centrodestra che governa il Veneto è imbattibile? Pensiamo non sia così, pensiamo che la Lega ex-Nord non sia imbattile e in vista delle elezioni regionali del 2020, dal basso, dai veneti liberi che vivono quotidianamente sulla propria pelle le contraddizioni di questo sistema fondato su una oligarchia politica, sociale, economica, parte un appello: insieme possiamo rendere le prossime elezioni regionali un momento di liberazione. Ai politici di opposizione chiediamo di abbandonare le formule del passato. Solo ripartendo dalla radicalità dei problemi della nostra terra Zaia può essere battuto».

«Pensiamo che la nostra regione meriti più di quello che la politica e i poteri forti le stanno dando – ha aggiunto Poggi – tre sono le grandi questioni irrisolte del Veneto: l’ambiente, devastato dall’inquinamento, dalle grandi opere e dalla cementificazione che consuma il suolo della nostra regione; e poi, il lavoro, sempre più sinonimo di precarietà e di scarsa sicurezza; non ultima, la sanità: quando si fa la scelta politica di affidare al privato la sanità pubblica regionale, ossia quando viene inserito il tema del profitto nella cura delle persone, si fa qualcosa di sbagliato. Per questi motivi abbiamo lanciato un appello che non rappresenta la nascita di un movimento, ma è una sveglia, un monito rivolto alla cittadinanza e alla politica, a chi si vuole opporre a questa giunta e a questo sistema economico per dire che si può cambiare, che si deve cambiare e le prossime elezioni regionali possono essere l’occasione giusta». «La nostra terra merita di più – gli fa eco Ruzzante in una nota congiunta – in oltre vent’anni di governo questa terra governata dal binomio Galan-Zaia non ha ricevuto ciò che meritava. Questa terra ha bisogno di un cambio di rotta, di un nuovo inizio, di una nuova fase politica: noi amiamo questa terra, il Veneto, che non può avere un portavoce unico».

«E abbiamo bisogno della generosità dei movimenti più grandi, altrimenti non c’è alternativa alla Lega ex-Nord – aggiunge Ruzzante -. Ed è importante che l’appello parta da un’area giovanile, che vuole andare dritta, senza scorciatoie, verso un’aggregazione di un fronte vasto che abbia peso specifico sufficiente per poter essere presa in considerazione. La Lega è stata battuta nel Veneto, a Padova, grazie anche alla nascita di una coalizione civica: Padova, l’esempio che la Lega può perdere. Serve un nuovo progetto, alternativo, anche per porre un doppio argine: un argine agli incidenti sul luogo di lavoro, perché il Veneto detiene la maglia nera a livello nazionale su questo fronte; e un argine ai 50mila giovani che se ne sono andati da questa terra con un biglietto di sola andata. È necessario voltare pagina».

«È l’ambiente è vero il nervo scoperto di questa regione – ha aggiunto la consigliera Bartelle – dalla questione ambientale irrisolta sorge anche il problema della sanità nel Veneto: 700mila persone non si curano più, ci sono zone del Veneto scoperte, prive dei servizi base, persone costrette a spostarsi per 70 chilometri lungo il territorio di un’intera provincia, con mezzi pubblici, scomodi e insufficienti. Una regione che non offre la possibilità di muoversi in sinergia con i bisogni della popolazione è una regione che ha mancato i suoi obiettivi. Un Veneto che merita di più, una terra che è la nostra terra: è il messaggio lanciato dai giovani che hanno condiviso questo appello e che abbiamo accolto con cuore e energia – ha affermato infine la consigliera Guarda – proprio per testimoniare uno sforzo di unità finalizzato a superare la politica attendista, quella che ha creato una situazione ambientale drammatica che reagisce solamente alle emergenze, pensando al consumo di suolo, ai siti inquinati, alla qualità della nostra aria, e a superare una politica che si dimostra sempre più d’élite e che crea disuguaglianze che si manifestano prevalentemente nel campo del sociale e della sanità. Questo il messaggio che oggi abbiamo voluto sottoscrivere sostenendo l’attivismo di giovani che vogliono far rinascere la nostra terra e che non vogliono scappare». (t.d.b.)

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