Povertà abolita? Gesù non serve più

Dialogo immaginario sul presepe che nessuno sembra volere: Giuseppe e Maria abbandonati per aver creduto a un angelo. E non a un ministro

«Ho paura, Giuseppe, ho paura. Anche il bambino non si muove quasi più».
«Non temere, Maria, sposa adorata, tra poco troveremo riparo e un po’ di tepore».
«Dove Giuseppe? Intorno vedo solo buio e c’è troppo silenzio».
«Perdonami, Maria, non ti meriti tutta questa desolazione».
«Non ho nulla da perdonarti, marito mio. Lo so che ti devo tutto».
«Vedrai che tra poco troveremo una chiesa con dentro la nostra capanna, sempre la stessa. Da queste parti ci tengono molto alle tradizioni, specialmente i capi del popolo».
«Ti credo, Giuseppe caro. Ma lassù a Nazareth, prima che partissimo, correvano strane voci su chiese ormai chiuse da tempo, su vescovi alle prese con l’abbandono di molte altre e su gente pronta a comprare quelle in città per trasformarle in centri di benessere che non so cosa siano».
«Le ho sentite anch’io quelle voci ma non dobbiamo credere a tutto quello che si racconta in giro, specie di questi tempi».
«Neppure alla sporcizia che alcuni “uomini di Dio” si nascondono dentro e che fa tanto male agli innocenti?».
«Maria…»
«No, non starò in silenzio: noi donne sappiamo cos’è l’innocenza perché partoriamo sempre e nient’altro che innocenti e una macina intorno al collo di coloro che li rovinano mi sembra ancora troppo poco!»
«Maria …»
«Giuseppe, fermiamoci un momento, ti prego, non so se ce la faccio ad arrivare alla capanna… Ma perché tutto questo buio, perché nessun suono? Non dovrebbe essere una notte di gioiosa attesa? E invece neppure una luce, neanche un canto per Colui che viene a portare la lieta novella ai poveri, agli affaticati, ai disperati e a salvare il mondo».
«Maria, fino ad ora non ti ho detto nulla perché non volevo aumentare il tuo dolore, ma vedo che non posso più tenerti nascosta la verità: dall’ultima volta che siamo stati qui, nel paese è avvenuto un grande cambiamento, quasi una rivoluzione, dicono molti. Se c’è tanto silenzio, se vedi tanto buio è perché quest’anno nessuno ci attende e nessuno farà festa per noi: i Salvatori sono già arrivati da mesi e hanno ordinato ai poveri, agli affaticati e ai disperati di non esserlo più. Maria, qui è festa tutti i giorni, tutti sono felici e sicuri e nessuno ha più bisogno di niente, tanto meno del bambino che porti in grembo. ».
«Proprio nessuno, Giuseppe? E noi? Chi è più povero, più affaticato, più disperato di noi due che siamo qui, in mezzo al nulla, per aver creduto alle parole di un angelo e non a quelle di due veri, autentici ministri del popolo?».

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