Il 2019 di Balasso: «tutti rincoglioniti, come in Idiocracy» [VIDEO]

Mentre la sera del 31 dicembre andava in onda il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Comedy Central trasmetteva l’irriverentissimo contro-saluto dell’attore satirico polesano Natalino Balasso. Il comico ne ha per tutti, a partire dai media, che «sono il braccio armato della coglioneria contemporanea», la cui mission è rendere il cittadino «impaurito come un leghista e fatalista come uno del PD». La cinica rassegnazione di Balasso nei confronti del genere umano passa in particolare dalla critica degli utenti social, «migliaia di analfabeti funzionali», incapaci di capire l’ironia. Gli hater sono come «scimmie chiuse in una stanza con dei petardi» e le fake news non sono un vero problema: «il problema è il “fake brain” di tanta gente» che si fida dei siti di bufale. «Poi M5S e Lega sono andati al governo – aggiunge -. Ma deve essere una coincidenza». La satira politica si esaurisce qui, perché «è come sputare controvento: sbeffeggiare un politico gli porta solo dei voti». Meglio puntare sul vero male della società: l’ignoranza, che uccide più del terrorismo. «Fa più morti un coglione col peperoncino in una discoteca fuori norma che un coglione che spara sulla folla ai mercatini di Natale».

Insomma, per Balasso «stiamo vivendo la sceneggiatura del film Idiocracy». Ecco perché in tempo di crisi «la gente discute di terra piatta». E allora, basta retorica sul potere al popolo («esiste già, si chiama democrazia»), un popolo che «fa lo smargiasso coi poveracci e lecca il culo agli evasori», che «spara ai ladri solo se non hanno una carica pubblica» e che «maltratta l’italiano e pretende che gli stranieri lo parlino meglio di lui», in un Paese dove «le leggi si fanno su Instagram e se non mandi a fanculo qualcuno sei un buonista», dove «il presepe è una questione ideologica e la libertà di stampa una rottura di coglioni», un Paese che «come disse il poeta, dovrebbe liberare il mondo sprofondando nel suo mare». In verità, conclude Balasso, il popolo «potrebbe cambiare il mondo modificando i propri comportamenti», ma tutti ormai viviamo «intubati nelle cazzate».

(Ph. Shutterstock)