Migranti, accoglienza va rivista. E se anche l’Onu collaborasse…

Risolvere la questione libica e trovare un lavoro agli sfaccendati non è impossibile: basta volerlo

Sull’immigrazione credo sia opportuno ricordare che, fin dall’antichità, di fronte a guerre, conflitti, disastri naturali, povertà e mancanza di risorse, uomini e donne si spostarono verso terre che consentissero maggiore sicurezza e più favorevoli tenori di vita. E’ evidente che l’impatto delle migrazioni sulla società del XXI secolo comporterà anche e soprattutto mutamenti sociali e culturali. Il vecchio modello di società, fondato sulla omogeneità delle culture, sarà sostituito da quello della pluralità anche di costumi e lingue. Ci sono già vari esempi nel mondo, ma i più significativi mi sembrano quelli degli Usa e di Inghilterra dove l’operazione è iniziata da molti anni e con risultati accettabili. Chi scrive é per il rispetto della cultura dei nuovi arrivati, ma mi sembra assolutamente necessario che questo avvenga entro i limiti dei principi che sono alla base del nostro ordinamento.

Se una donna vuole portare il velo non mi disturba né mi riguarda, ma se tale uso le viene imposto dal coniuge e lei non è d’accordo, vale la volontà della signora. Se due genitori vogliono circoncidere il neonato, nulla da eccepire purché l’operazione venga effettuata da personale medico e in ambiente dedicato. Se si fa in casa e con persone senza titolo, questa è violazione dei diritti della creatura. Rispetto, quindi, delle tradizioni altrui, ma in armonia con le nostre leggi. L’arrivo di stranieri in Europa è incominciato tanti anni fa, ma si trattava di flussi normali e, sovente, di persone che provenivano dalle ex colonie del Paese ospite. Un caso diverso quello della Germania con i turchi che erano forze lavoro gradite causa i problemi di scarsa natalità di quel Paese.

Negli ultimi anni le ondate di persone arrivate, principalmente, dall’Africa, hanno trovato impreparata non solo l’Italia, ma l’Europa intera. La nostra penisola si è trovata nell’occhio del ciclone essendo il territorio più vicino ai punti di partenza libici nei quali alberga una pericolosa ed inammissibile anarchia legale e di controllo. Al di là della sua impreparazione a gestire il problema, l’Italia non poteva evidentemente farlo da sola e, purtroppo, lentissimi sono stati i tempi dell’Europa, non dico a farsi carico del problema, ma ad organizzarlo razionalmente su vasta scala (cosa non ancora completata) e naturalmente a stanziarne i fondi necessari. Da noi, fino all’arrivo del ministro Minniti, poco o nulla si è fatto e quel poco non era nemmeno fatto bene. Troppa gente nei siti di accoglienza, poca sorveglianza per evitare fughe in latitanza di controlli, gestione poco trasparente dei centri di raccolta e, più di tutto, una inadeguata autorità che rapidissimamente svolgesse quei controlli per separare i richiedenti umanitari da altri economici e, talvolta, fuori legge.

La velocità era ed è necessaria non solo per un rapido inserimento di coloro che hanno le caratteristiche richieste, ma anche per rispedire al mittente quelli senza diritto di asilo. Nei nostri centri sono successe cose non tanto commendevoli per noi ospiti e la cosa ha assunto aspetti negativi per l’idea di sicurezza che tantissimi cittadini hanno. Ho già accennato in altri interventi che la gestione dei migranti è stata pessima. La prima cosa da non fare era lasciare ai prefetti l’onere di organizzare l’accoglienza. A loro doveva essere lasciata l’incombenza delle direttive e del controllo, ma erano i sindaci dei paesi interessati che dovevano occuparsi della cosa. Voi tutti sapete che la precarietà della sicurezza è data, in particolare, da tutte quelle persone sfaccendate che girano per la città ad ogni ora. Ecco, io avrei fatto di tutto, leggi o non leggi in proposito, per occupare queste persone. Avrei iniziato con corsi di lingua italiana ed educazione civica, tanta educazione civica e una volta realizzato questo intervento base, avrei trovato un’occupazione per quelli che un mestiere lo conoscono e fatto corsi di apprendistato per gli altri.

Voi direte che lavoro non ce n’è nemmeno per i nostri ed io rispondo che avrei impiegato queste persone in ausilio ad enti pubblici, di volontariato e, comunque, di pubblica utilità. Naturalmente tutto al di fuori di regole sindacali causa le modeste remunerazioni che si sarebbero potute dare. Se la situazione è emergenziale, emergenziali devono esserlo pure le giuste contraria. I modi per occupare questi giovani si possono trovare; occorre anche un po’ di fantasia. Non credo tuttavia che il problema dei migranti sia solo per l’allocazione degli aventi diritto e per la loro gestione temporanea. Dimenticare cosa accade nei centri di raccolta in Libia, sui quali ci sono testimonianze attendibili, non è possibile e lo dimostrano anche la disperazione delle persone recuperate in mare quando si prospetta il loro riaccompagnamento nei luoghi di partenza. So che qualche agenzia Onu tipo Unchr si occupa di controllare tali centri, ma questo avviene per quelli ufficiali. Ce ne sono altri, fuori di ogni controllo, in cui si picchia, sevizia e stupra senza alcuna remora. Credo che l’Europa debba farsi carico di questo problema coinvolgendo tutte le Istituzioni mondiali preposte.

Quanto sopra è nel mondo del possibile. Se poi vogliamo andare sull’utopia, esistono situazioni mondiali che costringono quei disgraziati di cui sopra ad abbandonare i loro Paesi: guerre, guerriglie, carestie, mancanza di lavoro, mancanza di ogni servizio sanitario. Penso che tutti i Paesi di buona volontà dovrebbero costringere l’Onu a farsi carico di interventi armati per riportare la pace nei territori in cui questa non c’è, ed umanitari per aiutare quelli che non ce la fanno per mancanza di mezzi economici e tecnici dei vari settori. Una questione così epocale non va trattata chiudendo un buco qui e aprendone un altro là. Bisogna studiare, programmare fin nei più piccoli particolari, stanziare i fondi, trovare le persone adatte per le varie necessità, e poi cercare il consenso per il piano. Senza dimenticare, beninteso, la pacificazione della Libia, il disarmo di tutte le bande irregolari, la definitiva consacrazione di un governo legittimo munito di quanto serve per imporre ordine e legalità.

Tags: , ,

Leggi anche questo