Cannabis ad uso ricreativo legale, M5S presenta disegno di legge

Il Movimento 5 Stelle ha presentato al Senato il disegno di legge che prevede l’autoproduzione di cannabis ad uso ricreativo. Lo annuncia il senatore grillino Matteo Mantero: «oggi ci troviamo di fronte ad una situazione nella quale le organizzazioni criminali controllano la produzione, la trasformazione e la vendita di ogni tipo di sostanza proibita, i trasformatori e gli intermediari. La stessa Direzione nazionale antimafia si è detta favorevole alla legalizzazione prendendo atto del fallimento delle politiche proibizioniste».

Lo scopo del disegno di legge è quello di «consentire, a determinate condizioni, la coltivazione della cannabis, in forma individuale (fino a 3 piante) o associata (fino a 30 persone e dopo comunicazione alla Prefettura); prevedere la liceità della detenzione di cannabis entro determinate quantità (15 grammi in casa e 5 grammi fuori), oltre a correggere la legge sulle infiorescenze, che ora vengono vendute nei cosiddetti shop di cannabis light per uso
tecnico, prevedendone la possibilità di essere vendute per uso alimentare o erboristico (saranno soggette a tutti quei controlli dovuti e legati a quel tipo di attività) e innalzando la percentuale di thc che possono contenere fino all’1%; disciplinare le condotte illecite prevedendo una differenziazione di pena in relazione alla tipologia delle sostanze (droghe pesanti, droghe leggere)».

Secondo Mantero «la legalizzazione della cannabis consentirebbe un risparmio dei costi legati alla repressione
penale del fenomeno e riassorbirebbe buona parte dei profitti criminali del mercato nero, che in Italia è stimato in circa 30 miliardi di euro, pari a circa il 2% del Pil nazionale. Insomma chi si oppone alla legalizzazione sta difendendo gli interessi della criminalità organizzata. Inoltre consentire l’autoproduzione di cannabis costituirebbe un’importante tutela della salute pubblica in quanto si sposterebbe il consumo di cannabis, dal mercato illegale di prodotti potenzialmente nocivi per la salute, a prodotti invece coltivati con rispetto per la salute dell’utilizzatore. D’altra parte – conclude Mantero – proprio l’esperienza degli Stati che hanno regolamentato in forma legale il mercato della marijuana dimostra che il numero dei consumatori non è affatto cresciuto, né è aumentato l’impatto sociale e sanitario direttamente o indirettamente connesso al consumo. A crescere sono stati solo il reddito legale e il gettito fiscale del mercato legalizzato». (a.mat.)

Fonte: Adnkronos