Pedemontana al palo, scambio di accuse tra Aiscat e Regione Veneto

Continua il botta e risposta tra Regione Veneto e Aiscat, l’associazione dei concessionari autostradali, sulla mancata apertura del primo tratto della Superstrada Pedemontana Veneta (Spv) tra Breganze e l’allacciamento con l’A31 a all’altezza di Thiene . Dopo la nota in cui la Regione imputava la responsabilità dello stallo ai concessionari privati, Aiscat ha replicato: «già dal 2016, data a cui risalgono i primi contatti informali tra alcune concessionarie e Spv, era stato segnalato a Spv stessa di avviare con largo anticipo il relativo iter. L’iter è stato purtroppo invece avviato compiutamente solo nella seconda parte del 2018, e senza che fossero state condotte dalla concessionaria le necessarie analisi preliminari sulle problematiche principali del tema dell’interconnessione». Dall’avvio dei colloqui tecnici a settembre, prosegue la nota di Aiscat, «diverse soluzioni sono state esaminate con Spv per superare l’evidente difficoltà di garantire un sistema adeguato nei tempi previsti; tra queste, anche l’utilizzo, transitorio, di servizi di una concessionaria limitrofa, e in tal senso sono state condotte analisi tecniche, con anche visite agli impianti; solo successivamente Spv ha deciso per la gestione in completa autonomia. Appare quindi improprio imputare ad Aiscat, o alle concessionarie autostradali italiane, le difficoltà di attivazione della nuova stazione. In ogni caso le necessarie attività sono state avviate da ambo le parti e il lavoro procede con l’obiettivo comune di giungere il più rapidamente possibile all’apertura della stazione di Spv».

La risposta della Regione Veneto non si è fatta attendere: Per la Struttura di progetto Spv, «la risposta di Aiscat è la prova di quanto affermato», ovvero che «si tratta di problemi tra privati, concessionari di autostrade». Inoltre, «contrariamente a quanto affermato da Aiscat, la richiesta del concessionario della Regione (Sis) è stata inviata il 21 giugno 2018, più di sei mesi fa». Pertanto, «risulta veramente difficile giustificare il ritardo a seguito del quale rimane chiuso un tratto di Pedemontana Veneta, ultimato da tempo, opera dichiarata di interesse pubblico e strategico». In definitiva, preso atto che dopo il comunicato precedente «l’Aiscat ha attivato il flusso di dati da tempo richiesto», la Regione domanda: «se, come recita il comunicato Aiscat, “le tecnologie non sono assolutamente il nocciolo del problema, in quanto queste sono note e condivise” tanto da poter parlare di “avvio del Servizio Europeo di Telepedaggio che consente a fornitori europei di offrire il servizio di telepedaggio ai loro clienti sulla rete italiana”, quale altro problema osta dunque all’avvio della tratta interessata?». (r.a.)

(Ph. Imagoeconomica)