Spese processo Aim, centrodestra a Vicenza in tilt

Bufera in Comune a Vicenza sul caso giudiziario della piattaforma di smaltimento rifiuti a Marghera acquistata nei primi anni Duemila da Aim. L’allora presidente in quota Alleanza Nazionale della multiservizi comunale Giuseppe Rossi e il geometra Carlo Valle erano stati accusati di aver raggirato l’azienda con l’acquisizione della struttura poi ceduta dall’imprenditore. Condannati in primo grado (avrebbero dovuto risarcire San Biagio e il Comune di Vicenza con 1 milione), sono stati assolti sia a Venezia che a Roma. Ed è qui che sorgono i problemi. Simona Siotto capogruppo della lista Rucco sindaco aveva chiesto all’assessore agli affari legali e alla trasparenza Isabella Dotto se, vista l’assoluzione dei due imputati, il Comune dovesse pagare, ricevendo come risposta ampie rassicurazioni: «non sussistono spese legali perchè il Comune non si è costituito in giudizio». Circostanza smentita dalle motivazioni della sentenza pubblicate in questi giorni che confermano come l’amministrazione berica sia stata condannata al pagamento delle spese processuali.

La Dotto, dopo aver chiesto spiegazioni all’avvocato del Comune, Loretta Checchinato, si è giustificata così sul Giornale di Vicenza: «sono assessore da pochi mesi e ho ereditato la questione dalla precedente amministrazione che si era costituita in primo grado parte civile. Ma, anche se formalmente il Comune non ha presentato ricorso, l’atto non è mai stato revocato. Ecco perchè siamo arrivati in Cassazione. Dovremo quindi pagare le spese». Per Checchinato è stata avviata un’azione ispettiva «per verificare le responsabilità di chi ha elaborato e sottoscritto la relazione su cui ho basato la mia risposta», precisa una Dotto Furente. Questo potrebbe portare all’avvio di un procedimento disciplinare.

A questo punto il circolo vicentino di Fratelli d’Italia, partito della Dotto, in una nota firmata da Eleonora Garzia, Vincenzo Forte e Sergio Berlato ha definito le polemiche «infondate e puramente strumentali. Meno comprensibili risultano essere le polemiche e gli attacchi politici se portati da esponenti della maggioranza, come ci sta purtroppo abituando Simona Siotto, capogruppo della lista Ruccosindaco. Ci sentiamo in dovere di farci delle domande sull’adeguatezza di un capogruppo che, probabilmente nella malcelata speranza di ricavarsi uno spazio in giunta, reitera incomprensibili attacchi a danno dei vari assessori».

Il consigliere comunale di Quartieri al Centro, Raffaele Colombara (centrosinistra), ha allora attaccato la maggioranza parlando di una «guerra intestina, in una sorta di tutti contro tutti. Questo la dice lunga sulla coesione di questa amministrazione e sulla inadeguatezza del sindaco Rucco. Le comiche continuano». Non si è fatta attendere la replica della Dotto, che sempre sul Giornale di Vicenza ha puntualizzato che il Comune non avrebbe dovuto pagare le spese se avesse ritirato la propria costituzione di parte civile arrivato in Cassazione nel 2017, quando a governare Vicenza c’era il centrosinistra. Con stoccata finale alla Checchinato: «è stata la passata amministrazione a volerla come dirigente dell’ufficio legale, con scadenza peraltro non legata al mandato. Noi abbiamo fatto, forse, l’errore di fidarci di questa dirigente» (GdV, 11 gennaio 2018).

Ieri con una nota ufficiale la Siotto controbatte: «il centrosinistra ha portato avanti con accanimento inaudito dieci anni di processi e non ha l’onestà intellettuale di ammettere che su Marghera si è sbagliato. Chi oggi rappresenta il centrosinistra dovrebbe chiedere scusa alla città e allo Stato per oltre un decennio di processi e per le relative spese. Quanto è costato il processo Aim che poi è terminato con l’assoluzione? Di questo si dovrebbe parlare, non di attacchi che non sono mai avvenuti. Per noi Fratelli d’Italia è un alleato e fa parte di questa maggioranza, ma in questa maggioranza non vige la regola dell’unanimismo a prescindere. Sarebbe preoccupante se fossimo già una maggioranza in cui non si può avere un’opinione perché altrimenti qualcuno grida alla persecuzione. Peccato perchè è stata una bella occasione per denunciare uno dei più grandi errori della Sinistra degli ultimi dieci anni, e qualcuno lo sta involgarendo con una retrolettura di una caccia all’assessore che forse da altre parti è normale, non da noi, non nella Lista Rucco». (a.mat.)

(ph: Facebook Simona Siotto)

Tags: , ,

Leggi anche questo