Migranti a Padova, vince (per ora) la soluzione “democristiana” di Giordani

Il sindaco di centrosinistra, consigliato dal portavoce, sul dl sicurezza ha mediato tra Salvini e la parte più “rossa” della sua maggioranza

La questione del decreto sicurezza, di cui si parla da oltre una settimana in Italia soprattutto per quanto riguarda la parte sui migranti, ha inevitabilmente coinvolto anche l’amministrazione civica di Padova che ha gambe da centrosinistra, ma con un animo di sintesi “democristiana” la cui sintesi è personificata dal sindaco Sergio Giordani. Proprio il primo cittadino nello scontro dei “sindaci ribelli” era in una posizione scomoda poiché in qualche modo doveva criticare il decreto del ministro Salvini, ma allo stesso tempo non poteva schierarsi apertamente con i colleghi, per quanto quest’ultima soluzione potesse far felice l’ala più a sinistra della sua maggioranza.

Ebbene proprio un’intuizione geniale – probabilmente del fido e potente portavoce Massimo Bettin, il Rasputin patavino – ha messo nelle condizioni ideali di uscire da una situazione difficile e pericolosa. «Non mi piacciono le nuove regole sull’immigrazione di Salvini, ma è legge e devo applicarla. Chiederò a Conte di aiutarmi a trovare insieme una soluzione ai problemi che potranno derivarne». Con queste semplici parole Giordani, novello doroteo, ha ributtato la palla dall’altra parte e allo stesso tempo ha permesso che ognuno interpretasse a proprio uso e consumo a seconda delle inclinazioni.

Ma oltre alle parole il sindaco ha catechizzato e ammansito pure un’assessora al sociale come Marta Nalin, molto attiva nel tutelare le vestigia ideologiche di sinistra, che non ha urlato tutto il suo disappunto contro Salvini, ma si è limitata semplicemente, assieme alla collega Francesca Benciolini (molto sensibile ai temi sociali) a fornire dati, limiti e criticità del decreto. Ne è venuto fuori una posizione non di spirito iconoclasta, ma di pieno dialogo costruttivo, che ha sorpreso soprattutto perché ci si aspettata una carica a testa bassa contro Salvini.

Chapeau dunque allo stratega di Palazzo Moroni e di conseguenza anche al sindaco Giordani, che sono riusciti da un lato a non irritare troppo il ministro dell’Interno, che nelle sue dirette non ha mai accusato di ribellione Padova, e dall’altro trovare un equilibrio all’interno della maggioranza, senza creare troppi scompensi e mal di pancia. Per il momento, possiamo dire che si sia vinta l’andata, ora vedremo se nel ritorno si riuscirà a tenere lo stesso profilo, soprattutto perché Salvini difficilmente mollerà. Ma forse la speranza di Giordani e Bettin è che arrivino buone notizie dalla Consulta in sede di pronuncia sulla costituzionalità del decreto. Nel frattempo i due possono godersi la momentanea vittoria.

(ph: Facebook- Sergio Giordani)