Smog in Veneto, Zanoni (Pd): «Ue intervenga contro Regione»

Il consigliere regionale del Partito democratico Andrea Zanoni ha chiesto l’intervento dell’Unione europea contro la Regione Veneto per il superamento dei livelli di Pm10. «Ho deciso di rivolgermi direttamente alla Commissione Europea – spiega Zanoni in un comunicato – denunciando la violazione della Direttiva sulla qualità dell’aria e la relativa emergenza sanitaria. Per tutelare la salute dei cittadini veneti, serve l’intervento europeo. Ieri ho inviato una lettera a Bruxelles, in cui evidenzio le lacune della legislazione regionale in materia. Non possiamo sperare che piova 365 giorni l’anno per poter finalmente respirare – aggiunge Zanoni – . Il Piano dell’aria regionale è assolutamente insufficiente: le singole amministrazioni sono abbandonate a loro stesse, manca una regia unica e così assistiamo a provvedimenti dei Comuni scoordinati o addirittura in contrasto fra loro».

«Servirebbero invece misure regionali, perché l’inquinamento atmosferico non conosce confini amministrativi. La situazione, nei primi giorni del 2019, si conferma gravissima. Domenica scorsa, le centraline Arpav hanno registrato valori record di Pm10, fino ai 369 microgrammi per metro cubo, con una media giornaliera di 167, ben al di sopra dei 50 fissati per legge. E l’accensione dei roghi ( dei panevin, n.d.r.) per l’Epifania ha contribuito a peggiorare la situazione. Cosa potrebbe e dovrebbe fare la Regione per questa emergenza sanitaria? – osserva il Vicepresidente della Commissione consiliare Ambiente – Solo alcuni esempi: aiutare i cittadini più penalizzati dal blocco auto, fornendo loro incentivi adeguati e non le solite briciole per rottamare le vecchie auto inquinanti e le stufe a legna; dare degli incentivi per l’acquisto dei filtri per le stufe a legna e pellet; prevedere il blocco auto con una regia regionale. E, ancora, togliere qualsiasi deroga all’accensione di fuochi all’aperto, prevedere per i roghi dell’Epifania limitazioni ferree come quelle adottate dal Comune di Treviso negli scorsi anni e ora eliminate dalla Lega. La stessa Lega che, addirittura con Zaia in prima persona, accende roghi come quello di Arcade, alto 11 metri, dove in un solo punto sono state bruciate 800 tonnellate di materiale con una immane emissione di Pm10».

«È incomprensibile tanta superficialità da parte della Regione – denuncia il consigliere dem – visto che l’Italia nel maggio 2018 è stata deferita alla Corte di Giustizia Europea per violazione della Direttiva sulla qualità dell’aria, dopo aver già ricevuto una condanna nel 2012. Questa volta, in quanto recidivi, c’è il rischio di essere multati, per un importo di oltre un miliardo di euro. Oltre alla questione economica c’è quella sanitaria, non meno preoccupante – conclude Zanoni – nel nostro Paese, secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, nel 2018 ci sono state 84.400 morti premature a causa dello smog, che sappiamo essere concentrato in Pianura Padana». (t.d.b.)

 

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