«Italia una finzione, c’è aria di secessione. Anche al Sud»

«Questo Paese è una finzione, è nato diviso e sotto cattivi auspici, il giorno 17, per di più di martedì, quando non ci si sposa, non si parte né si dà principio all’arte. Siamo una nazione duale e pertanto destinata al fallimento, meglio prenderne coscienza». A dirlo è il giornalista e scrittore Pino Aprile, esperto della cosiddetta “questione Meridionale” autore, fra gli altri, del libro “Terroni” -, intervistato dal direttore di Libero, Pietro Senaldi, dopo le polemiche scatenate dalla prima pagina di venerdì che titolava “Comandano i terroni“, con riferimento alla provenienza delle maggiori cariche dello Stato. Secondo Aprile, «oggi il barometro segna secessione».

Pulsioni che risalgono alla nascita dello Stato unitario: «l’idea dell’Italia unita era condivisa da una piccolissima minoranza, l’1% dei futuri italiani, un po’ di idealisti e tanti figli di buona donna e affaristi, con una nazione, il Piemonte, tecnicamente fallita, che voleva ripagarsi i debiti con i soldi delle terre conquistate. Oggi che ci sono la globalizzazione e la civiltà informatica, gli Stati nazionali sono un impiccio al mercato unico e vanno eliminati». Non a caso, evidenzia Aprile, le spinte autonomiste interessano l’Europa intera: «la Catalogna, la Baviera, la Scozia, il Veneto, tutto spinge alla separazione. E francamente, da meridionale, se deve continuare così, me lo auguro: visto come funzionano le cose da 160 anni in questo Paese, per il Sud potrebbe essere una fortuna». (r.a.)

(Ph. Shutterstock)

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