Quanto sei bella, Vicenza. Ma non basta

Circolazione urbana, manutenzione dei monumenti, nodo Campo Marzo, sicurezza, collegamenti con i quartieri: sono tante le cose da migliorare

Vicenza città bellissima, città d’arte, culla palladiana e tanto altro. Ma è, poi, tutto così scontato? Vediamo un po’ la situazione. Premetto che non voglio fare le pulci né all’amministrazione precedente né a quella in essere ora. Esaminerò la realtà e darò qualche modesto suggerimento.

E’ bene subito chiarire che, in genere, i giudizi della gente riguardano il nucleo storico, che le periferie sono altra cosa e che, comunque, la situazione è un po’ così per tutte le città italiane. Ma si può giudicare una casa dal salotto o dal tinello come usava una volta? Certo il nostro centro è bello: bei palazzi, strade suggestive, via Porti, corso Fogazzaro (anche se la prima, a mio gusto, è troppo fredda) una bella piazza, tante chiese pregevoli, uno splendido teatro e un museo invidiabile. A guardare bene, tuttavia, nelle adiacenze dei monumenti c’è anche spesso incuria e questo non dovrebbe essere. Se voi aveste una tela di pregio e dalla cornice si sgretolassero pezzetti di legno, magari dorati, lascereste le cose come sono?

Lascio perdere l’elencazione di tutti i punti dolenti del centro e mi limito ad un solo esempio: il Campo Marzio. Area verde, biglietto da visita per chi arriva in città via treno o autobus, è diventato tristemente famoso per i traffici di droga e per frequentazioni non sempre pacifiche. Sorvoliamo su questo aspetto sociale e di sicurezza e guardiamo al solo territorio: tozzetti del pavimento che si sono sollevati un po’ dovunque; la stessa cosa per le corsie in pietra fuori dalla loro sede, panchine malandate con la superficie scrostata, contenitori di rifiuti sovente strapieni, erba dei prati che dopo le giostre non ce la fa a riprendersi e altro (c’è anche il problema dell’acqua stagnante dopo le piogge per mancanza di scarichi adeguati). Sono anni che scrivo alle persone preposte, di manutenere questo polmone importante, ma risposte non ce ne sono state. Ma non perdo la speranza. Se anche la manutenzione ha un costo e, fatta a stralci si potrebbe sostenere, cosa accadrà quando il parco lo si dovrà rifare ex novo?

C’è un’altra osservazione che voglio fare anche se mi attirerà gli strali di tanti benpensanti: piazza dei Signori. La piazza, uffici del Comune a parte, è bella, ma se si toglie il periodo delle luminarie, la trovo poco accogliente e male illuminata. A suo tempo ci fu una lodevole iniziativa di un gruppo di architetti, per una sistemazione di piazza Matteotti. Il risultato fu altamente apprezzabile. Poi, come accade spesso, non se ne fece alcunché. Non si potrebbe, come allora, radunare un gruppo di professionisti per dare un po’ di vita a questo luogo? Chi scrive vedrebbe con favore l’inserimento di alberi sulla parte centrale del lato lungo della piazza, ma non è certo il mio gusto che si deve soddisfare. L’idea mi è venuta vedendo che in certe piazzette di Venezia, anche con un solo albero centrale, il risultato è molto gradevole. Comunque, non sono proprio tutte quelle manifestazioni con tende, banchi, vetture e performances di ogni genere che si ripetono ossessivamente, a ravvivare il luogo. Farei un’eccezione per le bancarelle del martedì e giovedì che sono oramai un fatto storico molto gradito ai cittadini.

Penso che la città abbia veramente la necessità di una linea elettrificata che vada da est ad ovest e viceversa. E’ una questione di inquinamento che ci avviluppa e le cui conseguenze molti non percepiscono appieno. Io sono ancora legato alla vecchia proposta dell’architetto Retis che, interpretando il Piano Urbano del Traffico, propose una originale circolazione cittadina su 3 cerchi concentrici. Non è stata capita, pazienza. Peccato capiti troppo spesso. Dicevo della linea est-ovest. Al di là della parte di città servita direttamente dall’elettrificata, suggerirei anche altre soluzioni. Dei quartieri dirò poi, ma prenderei prioritariamente in esame la possibilità di dare ad ognuno di essi una circolazione di piccoli autobus elettrici, con termine della loro corsa ad una fermata della elettrificata, che, a sua volta, porterebbe gli interessati in centro o nelle sue vicinanze. Per chiarire meglio, ogni quartiere dovrebbe avere una sua linea interna al territorio e poi il suo congiungimento eventuale con la est-ovest.

Parlare è abbastanza facile, ma poi, per operare, ci vogliono i quattrini e sappiamo che le amministrazioni ne hanno pochi. Ciò non toglie che utilizzare cervello e fantasia sia cosa buona e giusta. Credo che tutti i quartieri, pur non avendo l’attrattiva della zona monumentale, abbiano diritto ad una certa organizzazione. Vedrei bene, a turno, affidarli alle cure di uno o più urbanisti che modificassero gli spazi, ne creassero di nuovi, se necessario, studiassero una circolazione pubblica al loro interno per servire le varie zone, e razionalizzassero quella privata che dovrebbe, appunto, trarre giovamento, dal servizio pubblico. Ogni quartiere dovrebbe avere un buon standard di verde, una piazza, un locale per riunioni, conferenze e qualche piccolo spettacolo, sale per giovani e altre per anziani. Uno sguardo attento lo dedicherei anche all’architettura delle case, al loro colore e aspetto (ricordate la vecchia commissione ornato?) e al rispetto di tutte le norme anti inquinamento, anti dispersione calore in modo da minimizzare i consumi di gas e acqua. Credo anche nell’utilità di un servizio decentrato per quanto attiene alla vigilanza urbana. Vigili vicini ai cittadini, anche materialmente, sarebbero più utili e garantirebbero interventi quasi in tempo reale.

Qui aprirei una parentesi. Il mese scorso si parlava dell’ assunzione di 50 vigili per un eventuale 4° turno di servizio che il sindaco Rucco vedrebbe favorevolmente. Subito i sindacati si sono inalberati dicendo che non volevano farsi carico di compiti di sicurezza che non competevano loro. Ora, ho in mano un libretto edito dalla Regione Veneto che parlando delle competenze della Polizia locale riferisce: «la polizia locale svolge le funzioni definite dalla legge 65/1986 e nella legge regionale 40/1988 secondo le quali il compito della Polizia locale e quello di vigilare sull’osservanza delle leggi statali e regionali, dei regolamenti e delle ordinanze degli Enti locali». In tale ambito sono anche previste funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza per il mantenimento dell’ordine pubblico. O questa pubblicazione della Regione riporta cose errate, oppure i sindacati non sono pienamente informati sui loro doveri. Nei limiti delle possibiltà finanziarie dell’amministrazione i quartieri dovrebbero avere autonomia in tutti servizi, un’urbanizzazione migliore dell’attuale e possibilità di contatti con il centro storico facilitati.

Chiudo con una piccola emergenza: non è accettabile che in strade centrali ed anguste come Corso San Felice e viale Verona non poche macchine circolino a velocità elevata e quindi pericolosa. Devono essere il ciclista o il pedone a tentare di rallentarli con un cenno della mano, oppure dovrebbero pensarci gli addetti al traffico? E se di sera, in corso Palladio, transitano ciclisti senza fanale anteriore e fanalino posteriore e passa pure una vettura dei vigili senza alcun cenno da parte loro, cosa posso pensare sul loro obbligo di far rispettare le ordinanze che non viene espletato?

(ph: Shutterstock)