Veneto, niente pioggia e neve: torna l’incubo siccità

Dopo la crisi idrica del 2017, torna l’incubo siccità in Veneto, dove si registrano «i più evidenti segnali di criticità idrica» in Italia. È quanto emerso al termine della prima riunione annuale dell’Osservatorio delle Risorse Idriche. Non è solo la mancanza di piogge a influire sulle portate dei corsi d’acqua, sottolineano gli esperti, ma «anche il generale impoverimento delle riserve di neve sulle montagne del Veneto e del Trentino» dove il manto nevoso è del tutto assente sotto i 1.500 metri e in linea con le medie stagionali solo a partire da quota 1.700.

Sostanzialmente in media è la risorsa idrica invasata nei laghi trentini, fondamentale per la portata dei fiumi Adige e Brenta: l’invaso di Santa Giustina, il più importante, è al 70% della sua capacità, mentre il lago di Forte Buso è riempito al 50%; sotto la media invece l’invaso di Stramentizzo, pieno al 30%. In Veneto, i laghi del bacino del Piave sono al 60% della loro capacità, un po’ meno rispetto agli anni scorsi. A destare la maggiore attenzione è il lago del Corlo, che alimenta il Brenta, al 60% della propria capacità, il 25% in meno sulla media del periodo. Nella media, invece, i valori delle falde acquifere, grazie alle precipitazioni dell’autunno scorso. (r.a.)

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