L’Italia è in recessione. Ed è già iniziato lo scaricabarile

L’italia è in recessione tecnica. L’aveva già annunciato ieri sera il premier Conte ed è stata confermata oggi dai dati pubblicata dall’Istat che ha certificato come il Pil nel quarto trimestre sia sceso dello 0,2%, mettendo a segno il secondo calo consecutivo dopo quello del terzo trimestre. Fonti del governo giustificano: «la nostra manovra è entrata in vigore meno di un mese fa. Reddito di Cittadinanza e Quota 100 produrranno i loro effetti a partire da aprile. È evidente a chiunque che la recessione tecnica del terzo e quarto trimestre 2018 è il risultato dei fallimenti del passato. Noi siamo qui per invertire la rotta, e lo stiamo facendo». Di Maio invece assicura: «non credo che ci sia bisogno di correggere le stime».

L’opposizione attacca, primo fra tutti Matteo Renzi che scrive sui social: «i dati sono stati positivi per 14
trimestri consecutivi. Poi col governo del cambiamento il PIL è diventato negativo: l’Italia va tecnicamente in recessione. Non è che portano sfiga, sono solo incapaci. E il conto lo pagherà la classe media. Da quando c’è il nuovo governo, l’Italia ha perso 76.000 posti di lavoro (dati ufficiali Istat) e il Pil è per la seconda volta in negativo. Siamo in recessione. Chi vuol bene all’Italia sa che le scelte economiche di Salvini e Di Maio sono sbagliate. Con le nostre scelte, quattordici trimestri di crescita, con le loro scelte subito recessione. Stanno portando il Paese a sbattere: cambiamo strada prima che sia troppo tardi».

Il candidato alla segretaria del Partito Democratico, Maurizio Martina, scrive su Facebook: «anziché riparare l’Italia dal difficile ciclo economico che si è aperto, questo governo senza strategia ha deciso di campare alla giornata scaricando gli effetti negativi sulle persone.  I provvedimenti che Lega e Cinque Stelle hanno varato fino a qui sono benzina sul fuoco della crisi. Dal decreto Di Maio che ha bloccato migliaia di contratti a tempo determinato e irrigidito il mercato del lavoro, al blocco degli investimenti pubblici, alle scelte della manovra di bilancio che fa tutto tranne che stimolare occupazione, lavoro, consumi e investimenti. In compenso indebita gli italiani di oltre 50 miliardi di euro per i prossimi anni. Una follia. A pagare le scelte di Conte, Salvini e Di Maio sono gli italiani. Il ceto medio di questo paese. Famiglie e imprese. Abbiamo un ministro dell’Interno che gira con le divise delle forze dell’ordine e un ministro del lavoro che parla di franco africano. Ubriacano l’opinione pubblica con la loro propaganda mentre la realtà ci dice di un paese che torna in crisi».

Anche l’ex ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, è della stessa opinione e ai microfoni di Gr Rai dice: «i problemi per il Paese sono cominciati quando questa maggioranza si è formata come dimostra l’andamento dello
spread e le conseguenze recessive che ne sono seguite. Quello che preoccupa è che nella legge di bilancio non ci sono spazi per poter reagire prontamente ad un’eventuale recessione prolungata». E mentre il leader di Confindustria, Vincenzo Boccia, sollecita il governo a «reagire subito», il Codacons esprime preoccupazione per «un calo del Pil peggiore delle previsioni, una situazione che avrà conseguenze dirette per consumatori e imprese».

Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia, commenta: «risultato umiliante, non ci sono scusanti. La responsabilità di questo disastro è da attribuire esclusivamente al Governo Lega-Cinque Stelle, che con la sua politica economica fallimentare e i suoi continui scontri con Unione Europea e mercati finanziari ha portato l’Italia a questo risultato indegno di un Paese sviluppato. In politica chi prende scelte sbagliate deve lasciare. Per questo chiediamo, ovviamente, all’Esecutivo Conte di dimettersi immediatamente». (a.mat.)

(Ph: imagoeconomica)