Migranti, Luttwak: «chi arriva in barca non ha diritto di entrare e va deportato»

«C’è una legge: la Sea Watch ha l’obbligo di salvare chiunque si trovi in acqua ma non è italiana e quindi non ha diritto di entrare in un porto italiano senza autorizzazione dell’Italia». Sono queste le parole pronunciate dal politologo statunitense Edward Luttwak ai microfoni de La Zanzara, su Radio24. «La Sea Watch batte bandiera olandese, doveva sbarcare in Olanda perché è semplicemente un pezzo di Olanda che naviga in mare. E poi i Paesi Bassi non sono lontani, non è come andare in Alaska o in Giappone».

Poi ha aggiunto: «non è questione di essere carini, simpatici, compassionevoli, cristiani, dolci, ma di applicare la legge. Altrimenti si vive in balia di chi fa la voce grossa». Poi Luttwak suggerisce all’Italia di adottare lo stesso modus operandi dell’Australia: «lì chi arriva in barca non può sbarcare. Non si può arrivare con la barca, non puoi mai essere ammesso. Vieni subito deportato».

Infine se la prende con le Organizzazioni non governative: «quella delle Ong è gente che non vuole andare a lavorare; qualche volta salvano altre volte no, altre volte vanno a spasso a mangiare il pesce in qualche trattoria». E su Gino Strada, fondatore di Emergency, dice: «in Italia ci sono persone che sono in estrema povertà e disagio, e estremo pericolo, ma non è mai andato da loro è andato in Afghanistan. Se tu vai a Palmi o a Canicattini o a Voghera, la stampa non ti segue, devi andare in Afghanistan, in Calabria non è chic». (a.mat.)

(ph: imagoeconomica)