Padova, il centrodestra è vivo?

Personalismi e scarso collegamento con la società civile: l’opposizione principale a Giordani naviga a vista

La maggioranza “civica” di centrosinistra che a Padova sostiene il sindaco prestato alla politica Sergio Giordani, in questi quasi due anni di mandato ha avuto pericolosi sbandamenti, soprattutto quando si sono dovute affrontare tematiche dove le posizioni tra l’ala centrista e quella più a sinistra di Coalizione Civica erano molto distanti. Fino ad ora ha dato prova di riuscire a trovare un equilibrio più o meno stabile, non solo grazie alla mediazione e allo spirito neo-democristiano di Giordani, ma soprattutto per un’opposizione che agisce in maniera isolata e poco incisiva. Il centrodestra oggi è di fatto frammentato, dopo che il leader leghista Massimo Bitonci ha allentato la presa perché impegnato come sottosegretario all’economia. E’ passato da una presenza costante ed unitaria con conferenze stampa pressoché quotidiane, ad una sorta di “tana libera tutti” dove ognuno pensa a curare il proprio orticello. Eppure le doti non mancherebbero.

Prendiamo Libero Arbitrio, il nuovo gruppo uscito dalla lista civica che sosteneva il sindaco Bitonci: é stato creato da Matteo Cavatton, a cui hanno aderito Enrico Turrin ed Elena Cappellini. Avrebbe tutte le carte in regola per essere una sorta di ariete: gruppo solido, unito, sempre attento alle dinamiche e a mettere in evidenza i nei della maggioranza, in più conta anche sull’esperienza ventennale proprio di Cavatton. Non riesce però a colpire, specie perché manca pieno sostegno delle altre componenti del centrodestra, e diventa dunque un ariete di carta, privo di forza perché si trova così isolato nelle battaglie dentro e fuori dal consiglio.

Una forza che, grazie anche all’ondata nazionale, potrebbe essere messa in campo dai leghisti: potrebbero essere una potenza esplosiva e dettare i tempi, ma non si capisce per quale motivo, forse proprio per non fare un torto a Bitonci, in consiglio comunale siano ancora suddivisi in Lista Bitonci da una parte, dove spiccano la pasionaria Pellizzari al fianco dei commercianti, Lonardi, che pungola sulla Fiera, e Meneghini attento sul mondo della disabilità, e dall’altra la Lega vera e propria con Sodero, che passa con lanternino tutto il mondo del sociale e Luciani attivo sulla sicurezza.

Nel centrodestra ci sarebbe anche la sempre battagliera Eleonora Mosco (in foto), che cerca di ritagliarsi con enorme fatica un posto al sole. Purtroppo però l’enorme lavoro messo in campo dall’esponente tricolore viene vanificato dall’essere sola e senza un convinto e totale appoggio di Forza Italia.

Infine  il MoVimento 5 stelle, che cerca di destreggiarsi tra l’ex candidato sindaco Simone Borile, uscito dalla porta del consiglio ma sempre attivo dalla finestra, e il subentrato Cusumano, che dopo aver preso le misure incomincia a farsi sentire.

Questa oggi è la situazione dell’opposizione patavina: una potenza solo potenziale, dove ognuno agisce in solitaria, con per veti trasversali. Manca un’azione coesa, di coalizione. Soprattutto, non si dà alcun riferimento ai cittadini e all’elettorato, alla società civile come si diceva una volta. Se il centrodestra abbandonasse i personalismi e cercasse di agire più in sintonia, ne guadagnerebbe il dibattito politico, oggi monopolizzato dall’agenda imposta da una maggioranza, che per quanto disunita e afflitta da continui mal di pancia, continua indisturbata a navigare. Cje ci sia effettivamente bisogno di indire gli “stati generali del centrodestra”? Con un centrosinistra permanentemente diviso, i tre anni che mancano alle prossime comunali potrebbero, non si sa mai, essere anche meno.

(ph: Facebook Eleonora Mosco)