Caccia, bocciato ricorso governo Gentiloni contro Regione Veneto

La Corte Costituzionale ha dichiarato non fondato e inammissibile il ricorso proposto il 26 febbraio 2018 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la dichiarazione dell’illegittimità costituzionale della legge regionale che regola l’attività venatoria, con la quale è stata autorizzata la possibilità di esercitare la mobilità venatoria con autorizzazioni automatiche nei confronti della selvaggina migratoria. Lo rende noto la stessa Regione Veneto in un comunicato. La nuova legge introduce un meccanismo autorizzatorio informatico che, consente al cacciatore non iscritto in un determinato ambito territoriale di accedervi previa verifica, da parte dello stesso sistema informatico, del mancato raggiungimento, in quel medesimo ambito territoriale, dell’indice di densità venatoria massima stabilito annualmente con delibera della Giunta regionale.

Secondo i giudici la legge conserva il requisito del «previo consenso» degli organi di gestione del singolo ambito territoriale per permettere l’accesso di cacciatori non iscritti nell’ambito territoriale stesso, in quanto esso è funzionale all’esigenza «di permettere un’attività di controllo da parte dell’amministrazione competente», in modo da consentire a quest’ultima di «verificare periodicamente l’adeguatezza del rapporto tra i cacciatori autorizzati e la porzione di territorio interessata», requisito richiesto dalla Corte perché sia da considerarsi legittima la mobilità venatoria. (t.d.b.)