Occupa parcheggio disabili e insulta madre di bimba con handicap

Ha parcheggiato la sua auto in un parcheggio di un asilo di Torino riservato ai disabili senza minimamente preoccuparsi di creare disagi a chi è meno fortunato di lui. Ma, se questa maleducazione e noncuranza non fosse abbastanza fastidiosa di per sè, una volta che la madre di una bimba con handicap gliel’ha fatto notare ha avuto anche il coraggio di insultarla. Per Luana, mamma 38enne di Alyssa, una bambina  con una disabilità grave neuropsicomotoria, queste discussioni infine sono quasi all’ordine del giorno. Ma mai le era capitato di venire persino insultata. Così ha deciso di raccontare la vicenda sui social, con tanto di foto al bigliettino con l’offesa.

«Stamattina ora di portare Alyssa all’asilo, arrivo davanti alla scuola e vedo, come ogni giorno, che il posto riservato ai disabili (cui ha diritto mia figlia) è occupato. Trovo posto due macchine più avanti e parcheggio. Tiro giù la mia creatura di quasi 25 chili, la carico in braccio e, passando davanti alla macchina parcheggiata “abusivamente” faccio notare al signore che leggeva il giornale in macchina che il posto è destinato alle persone diversamente abili. Lui mi risponde “sono solo 5 minuti“. Io stufa di questa risposta sentita già almeno 35.000 volte, alzo un po’ il tono e gli dico che la macchina io l’ho parcheggiata poco più avanti ma lui si deve vergognare di aver preso quel parcheggio riservato ai bimbi con difficoltà come mia figlia. Entro all’asilo, sistemo la piccola e al mio ritorno trovo questo simpatico bigliettino incastrato nella portiera della mia macchina. Forse pensava che il mio tagliando fosse stato vinto con i punti del supermercato o forse credeva che mia figlia non fosse una bimba con difficoltà ma solo pigra perché così grande l’ho caricata in braccio….. Forse…. Non so. Non mi spiego….. Io non auguro nulla a questo signore perché le disgrazie le conosco e non mi sento di augurare nulla di brutto a nessuno. Spero solo che facendo il giro su Facebook, capiti nella bacheca di suo figlio o suo nipote, che riconoscano la scrittura e che si sentano umiliati tanto quanto ci sentiamo noi famiglie di bimbi in difficoltà per cui dobbiamo lottare tutti i giorni anche solo per un parcheggio “privilegiato” di cui, vi garantisco, faremmo volentieri a meno». (a.mat.)

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