Manuel Bortuzzo, papà Bebe Vio: «quando sarà più solo, ci saremo»

«Bebe è contenta che Manuel l’abbia citata come esempio, anche perché in questo momento il ragazzo ha assolutamente bisogno di fare riferimento a qualcosa che è successo davvero e non a vaghe speranze». Ruggero Vio, padre di Elisabetta “Bebe” Vio, commenta così le parole del giovane Manuel Bortuzzo, il giovane nuotatore ferito alla schiena da un colpo di pistola a Roma, che ha dichiarato di guardare alla campionessa paralimpica per farsi forza. «Purtroppo – afferma Vio, su La Tribuna di oggi – sappiamo bene che, dopo un primo momento in cui il mondo sembra non interessarsi di altro, poi l’attenzione può andare scemando e le presenze possono diradarsi».

«Crediamo che Manuel e i suoi familiari possano temere proprio questo, e bene fanno a tenere accesa l’attenzione. Quando tutto il clamore sarà passato – aggiunge -, l’onlus che porta il nome di Bebe ci sarà ancora, come c’è stata in tutti questi anni, accanto a tutti i casi simili a quello che ha toccato mia figlia. Ecco, come Bebe e l’onlus sono stati accanto a tanti ragazzi e ragazze, così, quando si potrà lavorare in silenzio lontani dai riflettori e da una mediaticità aggressiva e a tratti morbosa, saremo pronti a rispondere alla chiamata di Manuel e dei suoi cari. In questo momento sarebbe una esibizione farsi vivi con la famiglia Bortuzzo, ma stiano sicuri che da noi arriverà sicuramente un aiuto».