Tav, finalmente l’analisi costi-benefici: per i tecnici è no

Finalmente è stata resa nota l’analisi costi-benefici della Tav. Il documento si può leggere sul sito del ministero delle Infrastrutture e Trasporti e riporta lo scenario «realistico» della grande opera. Il saldo tra i costi e i benefici risulta pari rispettivamente a -6.995 milioni considerando i costi «a finire» (escludendo i soldi già spesi) e a -7.949 milioni qualora si faccia riferimento al costo intero. Le valutazioni dell’Analisi Tale risultato deriva dalla somma di due componenti di segno opposto.

«Il primo – spiega il rapporto – relativa ai flussi di merci, determina un effetto negativo pari a 463 milioni. Tale risultato è la conseguenza del fatto che, nelle condizioni complessive esistenti sugli itinerari di interesse per il progetto, lo spostamento modale dalla strada alla ferrovia risulta essere socialmente inefficiente. Il beneficio economico conseguente alla possibilità di instradare treni lunghi e pesanti sull’itinerario “di pianura” reso possibile dall’opera in esame, sommato alla riduzione delle esternalità negative risulta minore della perdita di accise e di pedaggi. Il risultato negativo è fortemente influenzato anche dal fatto che i flussi di traffico su ferrovia esistenti – ossia quelli che con certezza godrebbero della riduzione dei costi operativi – sono di entità molto modesta sia in termini assoluti sia rispetto a quelli che dovrebbero cambiare modo».

«Il secondo, relativo ai passeggeri, determina un beneficio positivo pari a 1,3 miliardi – prosegue l’Analisi -. Considerato che i costi attualizzati di investimento “a finire” e gestione dell’opera assommano a 7,9 miliardi, il “valore attuale netto economico” ossia la perdita di benessere – differenza tra costi sostenuti e benefici conseguiti – conseguente alla realizzazione dell’opera risulta pari a 7 miliardi. A tale valore devono essere sottratti i costi di ripristino delle opere realizzate finora (messa in sicurezza delle gallerie e rinaturalizzazione dei siti) stimati pari a 347 milioni e quelli della “messa in sicurezza” della linea storica che, a seconda degli scenari di traffico che si intenderà considerare – conclude l’Analisi -, potrà essere garantita con interventi a basso impatto economico ovvero con altri di maggiore rilievo, da definirsi a seguito di una specifica analisi del rischio nonché dei benefici attesi, per un ammontare massimo di 1,5 miliardi. Al netto di tali costi, il Vane risulterebbe pari a -5,7 miliardi». (a.mat.)

(ph: shutterstock)

Tags: , ,

Leggi anche questo