Borgo Berga, Vicenza si oppone al Mibac

Il Comune di Vicenza chiede al ministero per i Beni e le Attività Culturali di ritirare la richiesta inviata a fine dicembre che «invitava e diffidava il Comune ad annullare in autotutela i titoli urbanistico-edilizi rilasciati in assenza della presupposta autorizzazione paesaggistica» del Piruea Cotorossi entro 60 giorni, in quanto «il Comune ha operato correttamente nella ricognizione delle aree soggette a tutela paesaggistica». Come scrive Nicola Negrin sul Giornale di Vicenza di oggi, la richiesta non riguardava il lotto E di Borgo Berga, ma la parte del Piruea già costruita, sulla quale, per il ministero, sussiste un vincolo paesaggistico.

Per il Comune, tuttavia, quell’area è esclusa dalla tutela paesaggistica, sulla base del decreto ministeriale 1444 del 1968, secondo il quale «le aree industriali esistenti, totalmente o parzialmente edificate» come l’area del Cotorossi, «erano classificabili come Zona B, poiché erano destinate a nuovi insediamenti per impianti industriali o a essi assimilabili». Successivamente, una delibera del Consiglio comunale del 1979 aveva riclassificato la zonizzazione, etichettando le Zone B con altre lettere, ad esempio Ra/C (Residenziale artigianale di completamento). Palazzo Trissino ha pertanto allegato una “tabella di corrispondenza” che «non sarebbe stata considerata dal ministero».

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